Lumezzane e mezza Valsabbia in queste ore stanno condividendo le stesse criticità sull’emergenza sanitaria del 118 per la Lombardia. In Valgobbia l’1 aprile, dopo dieci anni di attività, l’automedica si sposterà all’ospedale di Gardone Valtrompia dove farà base fissa e per muoversi sul territorio solo in caso di necessità. Per ricambiare, Areu doterà la Croce bianca che gestisce il servizio di 118 di un veicolo veloce, più itinerante nelle valli, ma dotato di solo infermiere e senza medico.

Una scelta contestata dall’amministrazione comunale e dall’associazione di volontariato presieduta da Valeriano Gobbi e che ha richiamato l’attenzione dei cittadini, tanto da raccogliere oltre 5 mila firme in una settimana per evitare lo spostamento. A fine febbraio scade il bando lanciato dall’azienda regionale del 118 per affidare l’automedica. Lo stesso stato d’animo c’è qualche chilometro più a nord dove, sempre Areu, ha deciso di spostare la medicalizzata da Nozza di Vestone a Roé Volciano per il nuovo piano di organizzazione.

Anche qui la principale associazione, quella dei Volontari Ambulanza della Vallesabbia, che conta su 320 uomini tra Bagolino, Ponte Caffaro, Idro, Vestone, Savallese, Agnosine e Bione, Gavardo e Sabbio Chiese, è salita sulle barricate e ha annunciato di non partecipare al bando per l’automedica a Roé Volciano. Il rischio è esattamente come quello valtrumplino, con il mezzo locale che si ritroverà senza autisti volontari. Anche questo tema è al centro degli incontri tra il direttore generale dell’azienda Alberto Zoli e il responsabile della sede bresciana Claudio Mare.

E il presidente dell’associazione Roberto Turri Zanoni, interpellato da Bresciaoggi, critica anche le divisioni tra i sindaci valsabbini, esattamente, forse, come quanto sta succedendo in queste ore in Valtrompia, dove sembra regnare l’indifferenza. “Poteva far fronte comune per evitare di togliere il medico dall’ambulanza, ma non l’ha fatto – dice Zanoni rivolgendosi alla politica – oggi Areu non accoglie le nostre proposte e vuole l’impegno continuato di tre volontari al posto del singolo autista. Noi diciamo no. L’azienda con questa decisione sta distruggendo una risorsa gratuita impegnata da anni”.

Per questo ha inviato una lettera proprio ad Areu, Sal e Anpas, a Giovanmaria Flocchini presidente della Comunità montana della Valsabbia e ai sindaci. Qui dall’1 maggio non ci sarà più il medico, di stanza a Roé Volciano, ma solo autista e infermiere con un’ambulanza di volontari per le emergenze. Nella parte della Valsabbia privata del medico stanno valutando le emergenze col gettone per i gruppi di Vestone, Bagolino e Ponte Caffaro fino al 30 giugno. Poi, come dicono dal sodalizio, faranno solo servizi programmati, niente più emergenze.