Caso Bozzoli, Dell’Osso: pronti a chiedere un nuovo processo

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Il procuratore generale Pierluigi Maria Dell’Osso ha tenuto una conferenza stampa riguardo la chiusura delle indagini sul caso Bozzoli. Ne danno notizia il Giornale di Brescia e il Bresciaoggi. “L’imprenditore è stato ucciso”, ha detto il magistrato che nei giorni scorsi, dopo aver chiuso l’inchiesta, ha contestato a Giacomo e Alex Bozzoli, nipoti della vittima, il reato di omicidio volontario premeditato, e il favoreggiamento Oscar Maggi e il senegalese Abu, gli operai della ditta di Marcheno. Dell’Osso poi, durissimo nel suo intervento, spiega: “Riteniamo che i nipoti siano gli esecutori materiali”.

La ricostruzione si basa sugli indizi raccolti durante le indagini: “Giacomo Bozzoli mesi prima del fatto aveva cercato una pistola con matricola abrasa” e “la ex fidanzata di Giacomo in incidente probatorio ha svelato che già quattro anni prima lui le aveva confidato un piano per uccidere lo zio”. Il procuratore ha escluso nuovamente che il corpo di Mario Bozzoli sia finito nei forni della fonderia. Resta il fatto che il cadavere non è mai stato trovato e nemmeno l’arma del delitto. L’ipotesi agli atti è che Giacomo abbia nascosto il corpo dello zio in un sacco usato per le scorie e poi l’abbia caricato in auto. In ogni caso, sulla vettura in questione non sono state trovate tracce.

Inoltre, “per aver taciuto in merito a quanto accaduto”, Dell’Osso ha contestato agli operai Maggi e Abu il reato di favoreggiamento. Infine, il procuratore parla del possibile movente: “Questioni economiche legate alla gestione della fonderia e alla nascita dell’azienda di Bedizzole voluta da Adelio Bozzoli e dai suoi due figli”. Passati i 20 giorni in cui gli indagati potranno chiedere di essere interrogati o depositare memorie, la Procura generale – come affermato da Dell’Osso – chiederà un nuovo processo.