Concesio, indagine appalti: dirigente ufficio tecnico ai domiciliari

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Dopo le indagini iniziate lo scorso anno, ieri mattina, a Concesio, il responsabile del settore tecnico del Comune è stato messo agli arresti domiciliari. Ne danno notizia il Giornale di Brescia e Bresciaoggi. L’accusa è di turbativa d’asta, corruzione e falso in atto pubblico. L’inchiesta, partita dopo alcune segnalazioni di irregolarità, ha portato alla misura cautelare e agli avvisi di garanzia. Il responsabile è indagato insieme ad altre 24 persone. Per l’Amministrazione comunale, invece, non c’è nessuna accusa nell’ambito della questione appalti pilotati.

Intanto, in mezzo a questa bufera, Domenica Torncatti non ritirerà la sua candidatura a sindaco con la lista civica d’ispirazione Pd, mentre Agostino Damiolini, candidato di centrodestra, attende gli sviluppi dell’inchiesta, ponendo la propria fiducia nell’operato della magistratura. Michele Pascale, invece, candidato del M5S, ricorda che, in questi anni, il suo gruppo aveva fatto emergere “varie situazioni al limite della legalità di cui alcune denunciate ai carabinieri del Noe, altre segnalate con esposti in procura”.

Il sindaco Retali, la sua vice Domenica Troncatti e altri quattro assessori, invece – come riporta il Giornale di Brescia – sono indagati per falso in atto pubblico per la gestione dei rifiuti finiti in un’area pubblica, già sequestrata a luglio, e gestiti dalla Parrocchia di Sant’Antonio. Coinvolti anche don Fabio Peli e due volontari, che raccoglievano carta e ferro con scopi solidali, ora accusati di “gestione di rifiuti non autorizzati”. Stando alla Procura, l’amministrazione, nonostante sapesse che la gestione dei rifiuti non era autorizzata, ha concesso alla parrocchia contributi, per un totale di 45mila euro, dal 2009 al 2017. Ponendo massima fiducia nella magistratura e sicuro della correttezza dell’operato dell’Amministrazione, il sindaco Retali ha dichiarato: “Cercheremo di far valere le nostre ragioni”. 

 

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