Manuela Bailo, ancora niente arma del delitto, indagini in corso

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La reazione conclusiva ha dato risultato negativo riguardo l’arma con cui Fabrizio Pasini avrebbe sgozzato Manuele Bailo, la 35enne di Nave. Ne dà notizia Bresciaoggi. Sono quattro i coltelli che la scientifica ha sequestrato al 48enne: uno è quello trovato sull’auto che Pasini ha usato per trasportare il cadavere della donna, poi trovato alla cascina di Azzanello (Cremona) il 20 agosto scorso. Le piccole “tracce rosse” trovate sul coltello non hanno dato riscontro dopo averle confrontate con il Dna di Manuela. Lo stesso vale per il coltello da cucina trovato nella casa della madre di Pasini, luogo in cui si è consumato il delitto nella notte tra il 28 e il 29 luglio, e per gli altri due coltelli, un Survival e uno “etnico”.

Tracce del sangue della 35enne sono invece state trovate sia nella lavanderia dove Pasini ha portato Manuela (dopo averla spinta e fatta cadere dalle scale) e nella sua auto. Nei prossimi giorni, i Ris dovrebbero presentare i risultati sulle analisi fatte sulle impronte digitali isolate nell’abitazione di Ospitaletto, teatro del delitto, e dell’auto utilizzata da Pasini per trasportare il cadavere. Dopo di ché, la difesa del 48enne potrebbe richiedere l’incidente probatorio e provare a dimostrare che le ferite sul corpo della Bailo non sono segni inferti da coltellate. I tagli “potrebbero essere stati provocati da animali entrati nella fossa in cui è stato ritrovato il corpo” – ribadisce il legale di Pasini, l’avvocato Pietro Paolo Pettenadu. Mentre lo straccio trovato tra le testa e il collo della ragazza – spiega ancora l’avvocato – “non era messo per tamponare una ferita, ma a mo’ di sudario”.