Lumezzane, Pezzaze e Nave: si indaga sugli incendi dolosi

1

Dopo l’intenso lavori di vigili del fuoco, volontari e Protezione civile per spegnere gli incendi divampati a Lumezzane, la situazione è tornata alla normalità. Ciò che rimane, però, è il grave danno ambientale subito. Infatti parte della vegetazione finita in cenere impiegherà decenni a riformarsi – spiega l’assessore alla Protezione Civile di Lumezzane, Stefano Gabanetti. Inoltre, a causa del calore subito, il terreno è diventato friabile e quindi anche poco sicuro. Per non parlare del danno economico che ricadrà sull’interna regione. Un ringraziamento va a tutte le persone che sono intervenute a domare i roghi, mettendo a rischio la propria incolumità.

Intanto, proseguono le indagini. Gli incendi, alcuni di carattere doloso, sono divampati nei giorni precedenti anche a Pezzaze: uno in località Prato Nuovo (bruciato 1 ettaro e mezzo e il responsabile non è ancora stato trovato), e l’altro tra Mondaro e Avano (3mila metri bruciati e il responsabile è stato individuato). Per quanto riguarda invece l’incendio sul Monte Pesso a Nave, ieri i tecnici della Comunità montana hanno effettuato il sopralluogo, insieme ai carabinieri forestali. Qui – come spiega l’assessore di Nave, Carlo Ramazzini – c’è qualcosa di strano in quanto la zona bruciata “secondo quanto raccontano gli abitanti, non viene impiegata per il pascolo, quindi vien quasi da credere che l’autore abbia agito per il solo gusto di farlo”. 

1 Commento

  1. Mi permetto di fare delle correzioni: gli incendi citati non sono tutti di carattere doloso. Inoltre, le stime sono sbagliate, poiché a Pezzaze non possono essere bruciati 3mila ettari, cioè 30 milioni di metri quadri. Al più sono 3mila metri

Comments are closed.