Lumezzane, forme di collaborazione per i 33 rifugiati sul territorio

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La cooperativa Il Mosaico e gli addetti all’anagrafe comunale di Lumezzane si sono incontrati per coordinare un’unica prassi per i 33 rifugiati presenti sul territorio. Ospitati in sei appartamenti, provengono dalla Nigeria, Somalia, Senegal, Mali, Guinea, Gambia, Palestina, Pakistan, Sierra Leone, Bangladesh ed Afghanistan. Gestiti da Il Mosaico, i rifugiati hanno svolto, fino a qualche mese fa, lavori socialmente utili. Ora, però, tutto è sospeso, poiché la coop sta valutando le forme di collaborazione possibili, in base anche alle novità derivanti dal decreto sicurezza.

Da qui, l’incontro con l’anagrafe di Lumezzane. Ora, i rifugiati per entrare nello Sprar devono avere una professione cosiddetta “internazionale” o avere il permesso di cinque anni (rinnovabile), in quanto non viene più concessa la residenza. Se poi i rifugiati, svolgendo lavori per privati, guadagnano più di 5mila e 300 euro lordi all’anno perdono il diritto di stare nello Sprar. Il sindaco Matteo Zani, riguardo al decreto sicurezza, dopo aver affermato che non ci sono problemi con i 33 rifugiati, si è detto rispetto delle norme di legge, ma che non si trova d’accordo con quella specifica sui richiedenti asilo. Ne dà notizia il Giornale di Brescia.