Bovegno, denunciato per stalking si uccise: lettera della vittima

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La vicenda che ha visto un 36enne di Bovegno togliersi la vita dopo essere stato denunciato per stalking dalla propria dentista, pare non aver ancora trovato fine. Ne dà notizia il Giornale di Brescia. Il legale della famiglia del 36enne, qualche giorno fa, ha dichiarato: “Non ci fermeremo qui, arriveremo alla verità. Alla base della vicenda non c’è un rapporto d’amore non corrisposto, ma questioni legali legate alle cure odontoiatriche”.

Non si è fatta attendere la replica dell’avvocato della dentista che spiega come gli avvocati per primi dovrebbero garantire che i “media non siano teatro di processi, dando adito ad interpretazioni deviate ed erronee dei fatti o peggio ancora al linciaggio delle persone coinvolte”. E a questo avviso, la vittima ha deciso di dire la sua tramite una lettera spedita al quotidiano.

La donna ha spiegare quanto sia stato difficile trovare il coraggio di denunciare l’accaduto. Inevitabilmente subentra la paura pensando alle possibili ripercussioni. E, quando si è vittima di persecuzioni da parte di un soggetto con precedenti penali, “non si desidera brindare alle cause vinte, si desidera solo essere lasciate in pace”. La vicenda, secondo la parte offesa, iniziò durante un piano terapeutico. Da quel momento, cominciarono gli atteggiamenti “alterati privi di senso, contraddittori, fino ad arrivare ad una vera e propria persecuzione”, terminata con un’aggressione fisica ai genitori della dentista, inseguimento in auto e messaggi intimidatori alternati a quelli di scuse.

Nel 2019 non può e non deve passare il messaggio che denunciare è sbagliato. Chi subisce vuole dimenticare, non vuole fomentare. Nessuno oggi ne è uscito vincitore“, conclude la vittima.