Caso Bozzoli, secondo filone d’indagine verso la chiusura

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Entro Natale, l’indagine sulla scomparsa dell’imprenditore di Marcheno Mario Bozzoli potrebbe concludersi. Queste le parole del Procuratore generale Pierluigi Maria Dell’Osso, che nel marzo scorso ha avocato a sé l’inchiesta. Ne dà notizia il Giornale di Brescia. Nel frattempo, rimangono indagati per omicidio volontario i nipoti dell’imprenditore, Alex e Giacomo Bozzoli, e gli operai della fonderia Oscar Maggi e il senegalese Abu. In questo secondo filone di indagini, l’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha escluso che il corpo di Mario Bozzoli sia stato gettato nel forno dello stabile di Marcheno: non è stata trovata alcuna traccia.

Inoltre, è stata messa sotto osservazione anche la morte di Giuseppe Ghirardini, l’operaio trovato morto nei boschi di Case di Viso una settimana dopo la scomparsa del suo datore di lavoro. Nuovi indizi, poi, sono emersi riguardo il movente dell’azione criminosa. Infatti, nel Palazzo di Giustizia è arrivato il fascicolo del 2014 in cui vennero iscritti per reati fiscali Mario, Adelio, Alex e Giacomo Bozzoli, insieme ad altri imprenditori della Valtrompia. Dai controlli eseguiti dalla Fiamme Gialle sembrerebbe che Mario sia stato ucciso per motivi economici e per contrasti sulla gestione della fonderia. 

Inoltre, un tecnico addetto ha confermato che le telecamere dell’azienda di Marcheno, dove Mario Bozzoli è stato visto vivo l’ultima volta, erano state manomesse (tutte erano indirizzate verso un unico punto, cieco). E stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’impianto di sorveglianza veniva gestito dai vertici della fonderia, che entravano nel sistema grazie password personali.

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