Omicidio Bailo, Fabrizio Pasini ripercorre la sera del delitto

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Dopo cinquanta giorni passati in carcere, Fabrizio Pasini, l’ex sindacalista accusato dell’omicidio di Manuela Bailo, ripercorre quel fatidico 28 luglio scorso. Come riposta il Giornale di Brescia, il 48enne ha dichiarato che quella sera la passò con Manuela, la quale non voleva più essere l’amante. Nella discussione Fabrizio inciampa in un tappeto, facendosi male al costato. Manuela lo porta al Civile per un controllo. Poi, verso le quattro di notte, i due rientrano a casa dei genitori di Pasini, ad Ospitaletto.

Una volta dentro l’abitazione, Manuela si accorge che la moglie di Pasini lo sta continuando a chiamare e così inizia ad urlare. “Stava svegliando tutti. L’ho spinta ed è caduta. Ha perso i sensi. Così l’ho accompagnata di sotto. Mi sono tolto la maglietta per tamponarle il sangue, ma non si è più svegliata”, racconta l’ex sindacalista.

In ogni caso, l’accusa non crede sia andata così. Il sostituto procuratore Francesco Carlo Milanese ritiene infatti che Pasini abbia colpito la Bailo con un corpo contundente al capo e poi l’abbia uccisa con una coltellata alla gola. Intanto, con la difesa del 48enne pronta a dare battaglia, le indagini proseguono e a fine mese i Ris cominceranno gli esami sui reperti del delitto.

 

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