Bassa bresciana, indagini e valutazioni sui casi di polmonite

0

Dopo la scoperta dei casi di polmonite nelle Bassa bresciana orientale, ora la situazione conta 138 persone ricoverate nei vari ospedali. Diciotto bresciani, più quelli delle provincie confinanti, ossia diciassette nuovi casi rispetto a sabato 8 settembre. Si parla di polmonite e legionella, con le autorità sanitarie intente a svolgere dei controlli per vederci chiaro e capire cosa abbia indotto centinaia di persone ad ammalarsi al contempo, in un periodo che, normalmente, conta solo un paio di casi di polmonite.

La Procura di Brescia ha intanto aperto un’inchiesta per capire cosa sia successo, mentre domenica 9 settembre altre 22 persone sono state ricoverate agli ospedali di Manerbio e Montichiari. Al momento, si sono registrate due vittime: un uomo di 85 anni di Carpenedolo, che si trovava in una casa di riposo a Palazzolo e una 69enne di Mezzane di Calvisano. Su quest’ultima è stata disposta l’autopsia. Nella giornata di sabato, i tecnici hanno eseguito dei controlli nelle loro abitazioni con Ats, Acque bresciane e Polizia locale per trovare delle cause e verificare se siano deceduti per l’acqua che scorre dei rubinetto o altro.

Per quanto riguarda la legionella, rimane grave un 55enne di Carpenedolo che è ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. In ogni caso, pare che non ci sono correlazioni tra il batterio della legionellosi e la polmonite. Per ora, sono stati registrati solo due casi, entrambi ricoverati all’ospedale Civile di Brescia. Nel frattempo, si sta valutando di controllare anche il fiume Chiese,i suoi affluenti e i pozzi privati. Ecco la situazione dei contagiati sul territorio bresciano: 34 a Carpenedolo, 26 a Montichiari, 20 a Calvisano, 11 a Remedello, 9 ad Acquafredda, 3 a Ghedi, 2 a Desenzano del Garda, Isorella, Lonato e Visano e 1 ad Alfianello, Calcinato, 2 a Fiesse, 1 a Leno, Montirone, Polpenazze del Garda, Sabbio Chiese e Sirmione.

Il direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, Carmelo Scarcella, fa sapere che le indagini sull’acqua sono in corso e tra dieci giorni arriveranno i risultati. L’assessore lombardo alla Salute Giulio Gallera, invece, rassicura dicendo che non si sono problemi nel consumo alimentare dell’acqua. Lunedì 10 settembre, poi, partiranno le interviste ai degenti per capire e scoprire eventuali punti di contatto. Nelle zone coinvolte, si potrebbe pensare allo slittamento dell’inizio dell’anno scolastico previsto per mercoledì 12 settembre.