Fiesse, accoltella il patrigno per delle birre acquistate

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Pare che il motivo che ha spinto il 45enne polacco Sebastian Stepinski ha uccidere il patrigno Marino Pellegrini di 74 anni sia stato il numero di birre acquistate. Nella mattinata di mercoledì 23 maggio, nel carcere di Canton Mombello dove si trova, il 45enne sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari Bianchetti per la convalida del fermo. In tale occasione potrebbe essere verificata la capacità di intendere e volere, seguita poi da una perizia psichiatrica e forse il trasferimento dal carcere verso un Rems.

Stepinski, nel 2001, aveva già passato dei guai quando in un incidente stradale aveva ucciso un coppia. Finito poi in comunità e quindi in sorveglianza speciale, a giugno avrebbe dovuto affrontare un’udienza per verificare se potesse tornare in comunità. Inoltre, come dice il suo avvocato, il 45enne stava affrontando da tempo il problema dell’alcol e della schizofrenia.

La madre, come racconta a Bresciaoggi, dice che la situazione è peggiorata nel momento in cui il figlio iniziò a accusare disturbi psichici e il rapporto con il padrigno andava a complicarsi sempre più anche a causa del grave problema con l’alcol. Così si è giunti a lunedì, quando il marito aveva fatto notare alla moglie che il figlio aveva comprato due birre. Dopo pranzo, la donna era salita in camera per riposare, mentre il 74enne si trovava sul divano al piano inferiore. Proprio in quegli istanti, il 45enne polacco ha preso un coltello con cui ha colpito mortalmente il patrigno. Poi ha avvisato la madre dicendole di ciò che aveva fatto e che “se lo meritava”.