Fiesse, undici coltellate al patrigno: arrestato 45enne

0

Lunedì 21 maggio, a Fiesse, Sebastian Stepinski, 45enne polacco residente nel paese bresciano, ha ucciso a coltellate il padre adottivo di 74 anni Mario Pellegrini. Il dramma si è consumato davanti alla madre naturale Teresa. Il tutto è iniziato alle 13 dopo che il 45enne aveva ricevuto una telefonata dalla sua fidanzata che gli riferiva l’intenzione di lasciarlo per i suoi comportamenti scorretti. Così, Stepinski, partito dalla sua cascina di via XX Settembre, ha raggiunto un bar. Il proprietario, vedendolo ubriaco, si è rifiutato di dargli da bere.

Dopo essersi scolato tre birre in altri locali, il 45enne è poi rientrato a casa alle 15. Ed è qui che la situazione è degenerata: una parola di troppo contro il padre adottivo che l’aveva rimproverato con lo sguardo, ad un certo punto, dopo uno schiaffo o una spinta, Stepinski ha afferrato un coltello infliggendo undici colpi all’anziano. La madre Teresa ha così chiamato i carabinieri. Purtroppo, però, per il 74enne non c’era più nulla da fare.

Una tragedia annunciata, come dicono in paese, dato che il 45enne si era fatto conoscere per i suoi atteggiamenti negativi. Aveva infatti già avuto problemi con la droga, che il padre cercava sempre di risolvere. Lo stesso uomo che mostrava lividi sul corpo dicendo che se li era procurati lavorando, ma che invece, probabilmente, erano dovuti alla violenza del figliastro. Lunedì 21 maggio, il 45enne ha confessato il delitto davanti al magistrato e così è stato portato nel carcere di Canton Mombello.

Intanto, in paese, piangono Marino. Chi lo conosceva, parla di un uomo buono e generoso. Aveva gestito un’azienda agricola, poi aveva fatto l’autotrasportatore per un’attività casearia e infine era arrivata la pensione. Da quel momento, legandosi alla donna con due figli, erano però giunti i problemi famigliari. I vicini, alcuni dei quali avevano anche pensato di cambiare casa a causa di spiacevoli episodi che riguardavano proprio il 45enne, erano a conoscenza di liti famigliari, ma, non essendoci mai state denunce, i carabinieri non hanno mai potuto intervenire. In ogni caso, la donna e il figlio Sebastian sono seguiti dai servizi sociali.