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Una tragedia consumata in poco più di quattro ore tra Flero, Carpeneda di Vobarno e Azzano Mella. E’ accaduto oggi dalle 11 fino a circa le 15 e ha coinvolto Cosimo Balsamo, 67 anni, che ha ucciso a colpi d’arma da fuoco due imprenditori e poi si è tolto la vita in un parcheggio con un colpo di pistola alla testa. Ripercorriamo i fatti. Stamattina, quando mancavano pochi minuti alle 11, Balsamo, pregiudicato, ha raggiunto con la propria auto la fabbrica S. G. A. Srl di via Luigi Galvani a Flero, dove l’azienda si occupa di commerciare veicoli industriali.

Avrebbe suonato al campanello della fabbrica, ma dall’interno nessuno gli ha voluto aprire, visto che lo conoscevano. Così avrebbe scavalcato il cancello e avrebbe intimato ai presenti, mentre era armato, di chiamare Elio Pelizzari, imprenditore di 78 anni titolare della PG Metalli che si trova nello stesso paese, a pochi metri di distanza dalla SGA e che anche lui conosceva Balsamo. Qui, pare dopo aver detto gridando “mi hai rovinato”, il 67enne ha sparato, forse con il fucile, uccidendo proprio Pelizzari e ferendo un altro operaio che sembra anche lui essere stato coinvolto nelle vicende giudiziarie passate del killer.

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Cosimo Balsamo, il killer suicida

Subito dopo sarebbe fuggito usando il pickup di questa prima vittima e avrebbe poi raggiunto Carpeneda di Vobarno dove ha ucciso ancora, stavolta l’imprenditore James Nolli che a sua volta era stato coimputato con Balsamo in un processo. Infine, nel pomeriggio alle 16 ha raggiunto Azzano Mella, nella bassa bresciana, dove sarebbe avvenuta un’altra sparatoria con i carabinieri che lo avevano individuato. Al termine, il pregiudicato a bordo del veicolo ha sostato nel parcheggio di un supermercato e, sapendo di essere braccato, ha dato fine lui stesso all’escalation di drammi togliendosi la vita. E’ stata una giornata difficile e tragica, quindi, che vede i carabinieri muoversi a 360 gradi per capire cosa abbia spinto Balsamo a diventare un killer. E nel corso delle ore si sono delineati diversi dettagli.

Nel 2009 l’omicida-suicida era stato condannato dal tribunale di Brescia per associazione a delinquere finalizzata al furto e riciclaggio in quanto avrebbe fatto parte della banda dei tir che all’inizio degli anni 2000 aveva derubato diverse aziende di trasporto di metalli nel nord Italia. In una delle ultime vicende giudiziarie, sempre Balsamo si era visto respingere dalla Corte d’appello di Venezia e poi dalla Cassazione propria quella condanna inflitta a 7 anni e quattro mesi di reclusione dalla Corte d’appello di Brescia. Criticava James Nolli, coimputato e vittima della sparatoria di oggi a Carpeneda di Vobarno, perché condannato per furto e Balsamo, invece, per ricettazione nonostante avesse detto di aver rubato personalmente i mezzi con cui la banda entra in azione nelle aziende di metalli.

La ricettazione, contestata dal killer suicida, aveva portato alla confisca dei suoi beni. Tanto che lo scorso 9 gennaio si era di nuovo messo in mostra salendo su una tettoia del tribunale di Brescia per protestare contro il sequestro della sua casa. Poi era stato convinto a scendere e la situazione si era risolta. Un’altra vicenda che lo aveva coinvolto riguarda è del 2011 quando aveva patteggiato una pena per minacce davanti al giudice di Venezia dopo l’accusa di aver messo nel cestino della bicicletta di un giudice di Brescia tre cartucce di fucile, otto proiettili di pistola e un biglietto intimidatorio. Così era stata decisa la confisca di un suo immobile. E oggi Balsamo ha messo in scena la tragedia. Immagini tratte dall’Ansa