Breno, sindaco annuncia opere e attacca i pro-referendum

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A Breno, in Valcamonica, è partita una raccolta di firme per indire un referendum popolare sulla realizzazione di varie grandi opere (piscina, ascensore verso il castello e la nuova piazza Mercato con il parcheggio interrato sottostante). Ma il sindaco Sandro Farisoglio fornisce anche delle precisazioni. “Per questi tre lavori pubblici sono già state appaltate progettazioni per oltre 500 mila euro e i tecnici incaricati stanno già lavorando da diverso tempo. Allo stato attuale, l’amministrazione comunale non potrebbe comunicare ai progettisti che si trattava solo di uno scherzo e che adesso tutto è cambiato.

Sarebbero un bel po’ di soldi buttati – dice il primo cittadino – esattamente com’è avvenuto a Breno con le amministrazioni precedenti. L’Amministrazione Mensi-Pezzucchi-Facchini, oggi sostenitori del referendum, aveva disposto la realizzazione di un progetto per costruire dei parcheggi in piazza Ghislandi, sotto il municipio (un progetto pagato 125 mila euro) senza mai realizzare l’opera, perché poi, a una valutazione approfondita, è stata ritenuta economicamente impraticabile dalle imprese stesse. Sono tutti soldi dei brenesi buttati via! La nostra amministrazione da un lato non intende affatto ostacolare il referendum, ma dall’altro non vuole di certo buttare via i fondi. Per questo precisiamo che non abbiamo intenzione di fermare le opere previste, se si trovano già in stato avanzato, come ormai, tra l’altro, lo sono realmente.

Per quanto riguarda il progetto della piscina, poi, gli oppositori ci riferiscono di non essere d’accordo e che non va bene soprattutto costruirla nella località designata (tra la caserma dei carabinieri e il cimitero), ma non indicano un’alternativa che sia praticabile. Le opere sono inserite nel piano triennale da più anni e alcune sono pure contenute nel programma elettorale votato dagli elettori quattro anni fa. Perché i promotori del referendum si sono attivati solo ora? La risposta, per noi, è semplice: il comitato è sostenuto dal gruppo di minoranza ‘Brenesi per Breno’ (composto dai consiglieri Gianpiero Pezzucchi, Moreno Facchini e Glisente Moscardi), è evidente che si tratti solo di una mossa di un’opposizione non costruttiva ma solamente invidiosa, in vista della prossima campagna elettorale”.