#letterealdirettore, bullismo, una mamma racconta

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Caro direttore oggi, su uno dei gruppi social che amministri, a cui sono iscritta, ho trovato un argomento molto interessante.

Parliamo di bullismo. Scrivo perché mia figlia 6 anni fa ha subito simili atti. Non è bello quello che succede alla vittima: si passa alla perdita di autostima alla chiusura in se stessi, che in certi casi precede il suicidio.

Ho lottato assieme a mia figlia ad arrivare al capo banda.

Questo è successo a scuola: tre biciclette rotte, inseguita per strada, sul pullman della scuola, nel bagno della scuola. Un dito schiacciato nella porta del bagno, e nessuno è intervenuto.

Mia figlia non è più voluto andare a scuola. Io vedevo i cambiamenti di mia figlia: non voleva parlare. Poi,re un giorno mia figlia arriva a casa in lacrime e mi racconta tutto

Il giorno dopo sono andata a scuola e ho chiesto di parlare col preside; mia figlia aveva paura di parlare. A scuola nessuno credeva a quello che stava succedendo ma io sono stata  sempre presente, in qualsiasi luogo,  fino alla fine. Ho lottato senza forze dell’ordine. Solo alla fine di tutto volevo denunciare la scuola.

La colpa non è andata solo ai ragazzini ma anche alle loro famiglie.

Io ho un bel rapporto con le mie figlie: ho sempre detto loro, sin da piccole, di dirmi qualsiasi cosa anche se sono stupidaggini.

Purtroppo quello che manca al giorno d’oggi è rapporto genitori figli manca il dialogo.

Adesso si vedono troppi ragazzini coi cellulari in mano: non dialogano se non con ste cavolo di cellulare.

Un suggerimento che do ai genitori: anche se siete stanchi dalla giornata lavorativa ascoltate i vostri figli; anche se sono cretinate che vi dicono, magari possono essere dei segnali che vi trasmettono per arrivare al problema da affrontare insieme.

Anche da qualche cretinata che raccontano c’è sempre qualcosa di vero che dicono. Parlo per esperienza personale e vi assicuro che ne ho viste tante: un pò come donna e un po’ come mamma.

In tutti i casi vorrei lanciare anche un messaggio ai ragazzini che subiscono gesti di bullismo: parlatene immediatamente con la mamma o il papà, oppure ad un parente, un amico a qualcuno che vi ispira fiducia, un adulto oppure alle autorità. Non abbiate paure assolutamente

Sara

Risponde il direttore

Carissima Sara ti ringrazio per la tua testimonianza. Non sono genitore e per me è difficile capire i contorni del problema. Posso solo dire che mi sentirei di consigliare le stesse cose che tu stessa hai consigliato, sia ai genitori che ai ragazzi. Ogni giorno si leggono problemi legati al fenomeno del bullismo, spesso con epiloghi tragici. Maggiore presenza dei genitori nella vita dei loro figli forse aiuterebbe. Maggiore sensibilità da parte del corpo docente, spesso impreparato a cogliere segnali allarmanti, ugualmente servirebbe. Poi, capisco che il problema è complesso e richiede sinergie tra molti attori protagonisti della vita di questi ragazzi, così soli e fragili. I racconti di chi ci è passato possono aiutarci a capire meglio. Ancora un grazie di cuore, gentilissima Sara.