#letterealdirettore, dal tentato stupro sul treno alla disperazione di non avere un lavoro

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Caro direttore ti telefono.

Potrei iniziare così questa “lettera” che non è mai giunta ma è stata sostituita da una commovente telefonata serale, di cui riassumerò il contenuto e – alla quale – cercherò di rispondere come fosse una lettera recapitata un redazione.

Scusa Claudio se ti disturbo, sono molto timido e riservato, non so se ce la faccio. Ma non se ne può proprio più. Ho letto la notizia di quella ragazza che sul treno pendolari, vicino a Rovato e verso le 13, è stata vittima di un tentativo di stupro da parte di un senegalese clandestino. Per fortuna è riuscita a divincolarsi e a chiamare il capotreno che, a sua volta, ha allertato i CC. Lo hanno bloccato, il senegalese con precedenti per ricettazione, con addosso 40 orologi contraffatti.

Sono bravi i CC ma tanto i magistrati lo lasceranno andare subito e questo sparirà senza che gli facciano nulla. Ma perchè non stanno a casa loro? A me non interessa niente se è “negro”, ma loro possono fare tutto quello che vogliono perchè tanto non gli fanno nulla. Io sono senza lavoro da tanti anni, faccio qualche lavoretto in nero, non ci penso neanche di fare cose non permesse, ma mi da fastidio che a loro sia tutto permesso senza che vengano puniti. Noi italiani non siamo razzisti ma non se ne può più. Mi dai una mano a trovare lavoro, tu che conosci tanta gente?

Prima di dirvi cosa ho risposto – come direttore – lasciatemi dire che mi ha molto scosso, questa telefonata. Fatta da una brava persona, che non capisce più cosa sta succedendo. Non capisce perchè loro, “i negri”, possono fare tutto senza che non vengano mai puniti perchè tanto sono clandestini e una volta rilasciati spariscono nelle viscere della terra di nessuno. E non capisce perchè “i politici non capiscono” questo senso di frustrazione che attanaglia la mente di molti italiani in difficoltà e senza una speranza di una vita migliore e più dignitosa, da vivere in un paese, l’Italia, che abbia ancora una propria identità nazionale.

Questo amico lettore è una brava persona, confusa, persa nella perdita della propria identità sociale e nazionale. Non è razzista, e rappresenta la provincia profonda del nostro paese, “la pancia” come dicono i politici senza sapere cosa dicono. Riflettano, i radical-chic garantisti a oltranza, che si indignano ogni volta che un disperato usa termini poco ortodossi nei confronti di chi delinque con un colore della pelle diverso dal suo.

La risposta (telefonica) del direttore

Non mi disturbi affatto. Chi fa il mio mestiere, e lo fa usando anche i social, è consapevole di avere un ruolo anche – come dire – di ammortizzatore rispetto alle tensioni sociali che le difficoltà economiche possono generare. Capisco la tua incazzatura ma dobbiamo tenere la testa a posto. Non lasciarci prendere dalle emozioni e ragionare su quel che accade senza lasciarci andare al rancore nei confronti di chi arriva nel nostro paese con la speranza di trovare accoglienza.

Se non la trova e viene lasciato allo sbando, senza prospettive reali di integrazione, diventa preda di gente senza scrupoli che lo usa per delinquere.

Non è automatico che immigrato voglia dire delinquente.

E’ la politica che ha fallito il proprio compito, anche in questo campo. Bisognava avere un progetto, accogliere un numero di stranieri a cui garantire con certezza un lavoro e una casa, distribuendoli in modo tale da impedire la creazioni di piccoli ghetti locali nei quali loro potessero aggregarsi senza integrarsi. Controllare che i loro figli frequentassero le nostre scuole e imparassero i nostri usi e costumi, insegnando loro un corretto uso della nostra lingua.

Non è stato fatto nulla di ciò.

E le responsabilità sono ben definite, bisogna solo saperle individuare. L’immigrato non è un nemico. E’ un povero diavolo arrivato carico di illusioni. E’ la nostra classe politica la più colpevole: nei confronti nostri e di chi arriva senza sapere bene dove va a finire.

Anche se l’attuale ministro degli interni, Minniti, mi sembra serio e competente.

Devi essere fiducioso e non smettere mai di cercare un nuovo lavoro. La ripresa economica in Valle pare non essere una chimera. Da parte mia se sento o leggo che qualche azienda ha bisogno ti faccio sapere.

Un abbraccio sincero.