#MondoGelato, la fantomatica riunione delle Associazioni Gelatieri al Sigep di Rimini

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Al Sigep di Rimini era in programma una riunione di alcune associazioni di gelatieri per mettere a fuoco, discutere e proporre soluzioni per alcuni problemi che riguardano questo comparto dell’artigianato italiano.

Personalmente avevo scherzato sui social per la mancanza di informazioni su questa riunione, quasi si trattasse di un incontro clandestino e carbonaro.

Avevo cercato – punzecchiandoli pubblicamente – di generare una qualche reazione da parte di qualcuno dei presidenti di queste sedicenti associazioni, ma nulla di che: il silenzio “dei colpevoli”, parafrasando il famoso film.

Ora, un articolo di Paolo Garna su gelatonews.it, riporta a galla la questione con osservazioni puntuali e precise, che condivido in pieno: “….Abbiamo vanamente atteso un comunicato che informasse sulla riunione ma non abbiamo visto nulla, neanche la foto di gruppo che di solito contraddistingue questi eventi. Così abbiamo chiesto un po’ in giro ed abbiamo appreso che l’andamento dell’incontro è stato piuttosto deludente e non ha prodotto i risultati attesi alla vigilia. Risulta che alla riunione di Rimini abbiano partecipato i rappresentanti di: Accademici Italiani Gelatieri Artigiani, Artglace, Associazione Italiana Gelatieri, Compagnia Gelatieri, Comitato Gelatieri Campani, Comitato Nazionale GA, Confartigianato, ConPait Gelato, CNA, Gelatieri per il Gelato, Maestri della Gelateria Italiana. Dicevamo un risultato deludente in quanto hanno avuto la meglio i  discorsi autoreferenziali, evidenziando gelosie e individualismi che caratterizzano questi sodalizi che nonostante i nomi roboanti (Comitati Nazionali, ecc.) poi, se andiamo a vedere, rappresentano ognuno solo qualche decina di gelatieri.

Onestamente ci aspettavamo qualcosa di più, in particolare dalla presenza delle Confederazioni Nazionali (Confartigianato e CNA), associazioni strutturate con segreterie, uffici studi, sedi periferiche in tutta Italia, ecc. e ufficialmente accreditate presso le istituzioni (Camere di Commercio, tavoli ministeriali, ecc.). Invece non sono uscite proposte operative degne di nota salvo qualche riferimento al cartello degli ingredienti che dovrebbe essere per il consumatore una sorta di cartina tornasole per far capire le modalità con le quali il gelato viene prodotto. Un po’ poco. Di positivo il fatto che alla fine ci sia stato un accordo per un altro incontro, magari senza aspettare fra un anno la MIG di Longarone (come qualcuno sembra abbia proposto)”.

Bravo Paolo Garna. Non c’è altro da aggiungere, se non che è ora di finirla con “associazioni private” che rappresentano solo se stesse, generate per dar modo a qualche gelatiere di fregiarsi del titolo di “presidente”.

E anche le Confederazioni nazionali sindacali di settore (Cna, Confartigianato, Casa Artigiani ecc…ecc..), le quali sarebbero le sole titolate a rappresentare sindacalmente i gelatieri artigiani in sede di trattativa istituzionale, ma che in realtà stanno clamorosamente perdendo associati e potere di rappresentanza, non sanno più che pesci pigliare.

Nell’associazionismo questa è una realtà diffusa a livello trasversale, ma nel comparto dolciario e gelateria è ancor più marcata. Gli artigiani si chiedono per quale ragione  devono pagare una tessera di adesione ad organizzazioni che sono lontane anni luce dai problemi concreti e quotidiani del loro lavoro.

Ma la cosa stucchevole e inaccettabile di quella riunione è stata che, nell’era dei social e della comunicazione diffusa e trasparente, queste microassociazioni non si siano sentite in dovere di informare i gelatieri delle loro intenzioni e dell’ordine del giorno, ammesso che ce ne fosse uno, della riunione in oggetto. Eppure, quando si tratta di fare i fighi sui social, questi personaggi sono sempre presenti, belli e sorridenti, spesso parlando a vanvera di trasparenza e consapevolezza. Due parole usate non si sa bene con quale “consapevolezza” vista la “trasparenza” che hanno dimostrato in occasione dell’incontro di Rimini.