A21, identificata la famiglia morta in auto. Era diretta a Venezia

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Nel corso della giornata sono state identificate le cinque vittime, componenti della famiglia rimasta carbonizzata sulla Ford Kia Sportage nel tragico incidente di martedì sull’autostrada A21 con il coinvolgimento di un camion carico di sabbia e di un’autocisterna. Si tratta di Wilfrid Kornatowski, 32 anni, la moglie Sabrina di 29, i figli Nolhan e Lina di 7 e 2 anni e il fratello del conducente Mathéo di 13 anni. Erano tutti residenti a Saint Vallier de Thiey, sulla Costa Azzurra, in Francia, non lontano da Grasse.

Proprio qui, in ospedale, è stato attivato un presidio psicologico per i familiari delle vittime. Sarebbe stato appurato che la famiglia, in un periodo di ferie per Natale, erano diretti verso Verona e sembra con l’intento di visitare Venezia. Invece, il loro viaggio si è chiuso in modo drammatico sull’autostrada. Vanno avanti le indagini della procura di Brescia, così come i rilievi per riaprire la corsia verso nord dell’A21 e le verifiche sul ponte della sp 24 Montirone-Poncarale ancora chiuso dopo l’incendio seguito allo scontro. E intanto è intervenuta anche la Fai-Conftrasporto tramite il presidente Paolo Uggé.

“Non sembra siano stati riscontrati segni di frenata. Il che, oltre alla distrazione, potrebbe far pensare a un malore dell’autista o, peggio, a un colpo di sonno. Detto questo – dice Uggé riportato dal portale L’Automobile – rimane il fatto che nel nostro Paese serve più prevenzione, tanto più contro la distrazione, anche nel nostro settore, visto che la maggior parte delle merci viaggia su gomma”. A proposito delle soluzioni, “con le società autostradali avevamo proposto di creare una rete con i ministeri della Salute e Trasporti per allestire presidi ad hoc, in apposite aree di servizio, dove personale medico specializzato avrebbe potuto sensibilizzare al problema del colpo di sonno gli autotrasportatori e sottoporli a un rapido screening per verificare di essere o meno esposti a questo tipo di patologia. E, nel caso, curarsi senza smettere il proprio lavoro”.

E sono “tantissimi i sistemi di sicurezza installati a bordo di un camion di ultima generazione, come la frenata automatica d’emergenza in grado di bloccare un tir da 44 tonnellate davanti a un ostacolo improvviso, senza l’intervento del guidatore. Ci siamo rivolti al governo affinché conceda incentivi per l’acquisto di questi nuovi mezzi e svecchiare il parco circolante, che pure nei pesanti supera abbondantemente i dieci anni di età. Non significa fare un regalo alla categoria – dice Uggé – ma favorire il ricambio, per la sicurezza di tutti quelli che viaggiano su strada”.