Schianto A21, autista cisterna in procura: “Visto morte in faccia”

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“Ho visto la morte in faccia”. Così il conducente dell’autocisterna rimasta coinvolta nel drammatico tamponamento sull’autostrada A21 a Montirone con un’auto e un camion – sei vittime – martedì, si è espresso oggi in procura a Brescia. Davanti al sostituto procuratore Roberta Panico che coordina l’indagine sulla tragedia ha raccontato la sua versione dei fatti come testimone oculare Giovanni Giuliani.

L’uomo è residente in Trentino e martedì pomeriggio stava guidando il mezzo pesante carico di olio combustibile. L’uomo è riuscito in qualche modo a salvarsi abbandonando la cabina del camion prima che divampasse il vasto incendio. “Ho sentito una prima gran botta che mi ha sollevato dal sedile del camion, poi la seconda – ha detto Giuliani al magistrato.- Ho visto un gran bagliore nello specchietto e sono scappato.

Sono sceso dalla cabina del camion e mi sono reso conto della presenza dell’auto. Ero combattuto tra aiutarli e scappare via. L’auto era già avvolta dalle fiamme e i vetri oscurati dal fumo. Ho visto la morte in faccia e speravo che altri si fossero salvati scappando”. Al momento solo il conducente del camion che ha provocato lo scontro, un italo-macedone residente a Cuneo, è stato identificato. Ancora da capire chi siano i cinque componenti della famiglia che viaggiavano sulla vettura con targa francese e rimasta carbonizzata.