Incidente A21, gli aggiornamenti. “Camionista era distratto”

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Quella di oggi è stata una giornata importante per approfondire il tragico incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 14,20, sulla carreggiata nord dell’autostrada A21 Piacenza-Brescia, all’altezza di Montirone e proprio sotto il cavalcavia della provinciale 24 che conduce verso Poncarale. L’elemento certo è che prima del drammatico scontro si era verificato un altro incidente un paio di ore prima e a pochi chilometri di distanza. Questo aveva innescato dei rallentamenti facendo intervenire i soccorsi e anche l’elicottero.

Primi interventi dei soccorsi

 

Poi, prima delle 14,30, la disgrazia tra Manerbio e Brescia Sud verso Brescia: un camion che trasportava sabbia per conto di un’azienda piemontese e condotto da un cittadino macedone ha tamponato un’auto, una Ford Kia Sportage con targa francese, con a bordo cinque persone, di cui due bambini. La vettura, che aveva rallentato, è poi finita contro un’autocisterna di gasolio che la precedeva e ha preso fuoco. L’autista di quest’ultima è riuscito in tempo ad abbandonare l’abitacolo, mentre sul posto si era levata una densa nube di fumo nero visibile da chilometri di distanza e innescata dall’incendio che ha colpito anche il cavalcavia soprastante.

I primi rilievi della Stradale

 

Il tragico risultato finale è stato di sei vittime, cioé il conducente del camion che ha provocato il tamponamento e i cinque occupanti della vettura, che sembra fossero in Italia per le vacanze di Natale. La procura di Brescia ha deciso di aprire un’inchiesta, mentre oggi sono proseguiti i rilievi sull’incidente e nella notte sono state rimosse le carcasse dei mezzi. Identificato il macedone, nel corso della giornata è stato dato anche un nome al proprietario dell’auto tramite un pezzo della targa francese e incrociando i dati con le autorità transalpine. Ma è da capire se lo stesso fosse all’interno dell’abitacolo.

Le salme carbonizzate dei cinque, tra cui i due bambini, si trovano all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Brescia dove la Polizia scientifica locale e di Milano, attraverso il dna e l’aiuto di biologi, stanno identificando le vittime. Nel corso della giornata – l’autostrada nel tratto era già stata riaperta ieri sera in direzione sud ed è rimasta chiusa nel senso contrario – sono intervenuti anche i tecnici della Provincia di Brescia per accertare i danni al ponte della sp 24 e dopo la chiusura forzata hanno deciso di confermare il divieto di accesso. La Polizia stradale si è anche occupata delle possibili cause del tamponamento mortale, tra i più gravi nel bresciano.

“E’ ascrivibile a una distrazione del conducente del mezzo pesante che ha tamponato l’auto e poi l’autocisterna – ipotizza la dirigente della Polizia stradale bresciana Barbara Barra.- Tutti i veicoli erano in fase di rallentamento per un altro incidente e anche perché le cose erano segnalate. Purtroppo il mezzo pesante – ha concluso Barra – non è riuscito a interrompere la propria corsa”. E subito dopo l’incidente sono stati sentiti anche alcuni testimoni oculari.

In primis, il conducente dell’autocisterna, residente a Bolzano, che ha detto di aver lasciato il tir in tempo dopo il tamponamento. Un altro, invece, era a poche centinaia di metri di distanza e ha detto di essere rimasto impressionato dalla colonna di fumo che lo ha distratto inducendolo per poco a non imbattersi in una vettura che lo precedeva. Al momento le salme non sono ancora state identificate, mentre pare che non ci siano immagini dirette dello scontro perché quelle di sorveglianza sarebbero state puntate sul precedente incidente.