Centri commerciali aperti festivi, M5S: “Approvate nostra legge”

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“Vogliono difendere famiglie e lavoratori dalle aperture selvagge delle attività commerciali? Approvino la proposta di legge del M5S bloccata al Senato da oltre quattro anni”. Questa è la risposta del deputato bresciano pentastellato Claudio Cominardi, componente della commissione Lavoro, ai parlamentari bergamaschi che nelle ore scorse hanno dichiarato di voler fare qualcosa contro le aperture straordinarie di negozi e centri commerciali.

“Aperture che oramai nel nostro Paese fanno piazza pulita di giornate come l’8 dicembre, Santo Stefano e persino Natale e Capodanno. Di fronte alla protesta dei mille lavoratori dell’Orio Center, i parlamentari PD Elena Carnevali e Antonio Misiani hanno dichiarato con solerzia la loro solidarietà e piena disponibilità. Per aiutarli a esaudire il loro desiderio – continua Cominardi – li invito ad approvare prima della fine della legislatura la proposta di legge che il Movimento 5 Stelle ha presentato già quattro anni e mezzo fa e che tuttora viene tenuta ferma al Senato, non certo per volontà del M5S.

La proposta chiede di contrastare gli effetti delle liberalizzazioni selvagge introdotte nel 2011 dal decreto ‘Salva Italia’ (approvato, va ricordato, da Mario Monti proprio con la fiducia del PD) seguendo l’esempio dei Paesi europei più avanzati come Germania, Francia, Danimarca, Austria e l’Olanda. Quattro le misure principali: una stretta sugli orari di apertura; la chiusura durante le festività principali; la possibilità di deroghe per un numero limitatissimo di giorni; valutazioni mirate per le sole zone turistiche”. Per sollecitare l’approvazione del provvedimento, la scorsa settimana, il 30 novembre, Cominardi ha depositato un’interrogazione in Commissione Lavoro e che verrà discussa domani pomeriggio, giovedì 7 dicembre.

“Altro che incontrare lavoratori e sindacati: la legge è già pronta e la legislatura è al termine, ora non c’è un solo secondo da perdere – conclude Cominardi.- In tutta l’Italia centinaia di lavoratori non ce la fanno più e nonostante contratti precari, salari da miseria e il rischio di licenziamento, rialzano la testa. Ci chiedono solo un gesto di serietà che salvi quel poco di umanità che resta in questo Paese svenduto ai grandi interessi commerciali e finanziari. Tutto il resto saranno solo chiacchiere”.

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