Brescia, maxi rissa nel carcere di Canton Mombello

0

Nel pomeriggio di giovedì 28 settembre, presso il carcere di Brescia “Canton Mombello”, si sono vissuti attimi di terrore per una mega rissa scoppiata tra detenuti. Ad affrontarsi detenuti di etnie diverse. Già nella giornata di mercoledì, sembra, siano nati i primi dissidi tra le due frange per futili motivi, oggi l’epilogo. Sono stati coinvolti in totale oltre una ventina di reclusi.

La rissa si è svolta alle 14.30 nel cortile passeggi. Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio è accorso immediatamente per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Ad avere la peggio quattro detenuti che hanno riportato ferite lacero- contusive ed escoriazioni sanguinanti al volto ed in altre parti del corpo, non è esclusa anche qualche frattura. La Direzione, dal canto suo, al fine di garantire l’ordine e la sicurezza, ha disposto immediatamente la chiusura delle sezioni detentive interessate. I responsabili della rissa sono stati rinchiusi in una sezione diversa da quella di appartenenza.

La tensione rimane altissima all’interno del carcere, si temono altri disordini, per questo la Direzione ha disposto la massima allerta tra il personale di Polizia Penitenziaria. Purtroppo il carcere di Brescia, con tutte le sue limitazioni e carenze strutturali, non risponde più ai canoni di una detenzione moderna e negli ultimi periodi si è caratterizzato per risse e disordini vari che hanno comportato anche un serio rischio per i lavoratori della Polizia Penitenziaria che, anche se sott’organico, sono riusciti e riescono a mantenere la sicurezza ma con tantissimo sacrificio, in queste condizioni è a rischio anche l’idea del trattamento stesso.

Ecco le parole della Fp CGIL: “Un plauso a tutti i poliziotti per il loro impegno e la professionalità dimostrata. Esortiamo la politica e le istituzioni ad un maggior impegno affinché a Brescia venga costruito un nuovo carcere per dare migliori condizioni lavorative alla Polizia Penitenziaria e ai lavoratori tutti ma anche una vita detentiva più dignitosa ai reclusi”.

Lascia un commento