Brescia, 200 anni di polizia penitenziaria. Ma senza sindacati

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Stamattina a Brescia è stato celebrato il bicentenario della fondazione della Polizia Penitenziaria. In realtà non c’è nulla da festeggiare per le
motivazioni per cui la Fp Cgil, con gli altri sindacati – si legge in una nota – ieri ha manifestato a Roma, davanti alla Camera dei Deputati, a causa delle endemiche e gravissime problematiche che stanno attanagliando il mondo penitenziario, rivendicando più sicurezza e ottenere adeguati strumenti per garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari, stante l’aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti tra le sbarre.

Poi un adeguato piano di nuove assunzioni di agenti (8 mila le unità necessarie), adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da quasi 10 anni, ripristino di corrette relazioni sindacali in sede centrale (DAP) e nelle sedi periferiche, rimodulazione del provvedimento di riordino delle carriere e problemi di vestiario. Ma anche mancato rispetto delle norme in materia di igiene, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, mezzi di trasporto per le traduzioni obsoleti, fatiscenti e pericolosi. In questi anni, a nulla sono servite le rivendicazioni sindacali.

Abbiamo a che fare con un’Amministrazione Penitenziaria inerte e disattenta ad affrontare una situazione resasi ormai insostenibile su tutto il panorama nazionale. Non è diversa la situazione bresciana – continua la nota – che vede il personale di polizia penitenziaria delle due carceri in grande affanno per la gravissima carenza di organico sottoposti a turni estenuanti. Ma anche lavoro straordinario parzialmente pagato, compressione dei diritti e carenze strutturali, specie nella casa circondariale. Inoltre bisogna considerare gli atti di autolesionismo e disordini, come successo a luglio, che hanno messo a dura prova la professionalità dei pochi agenti rimasti in servizio, ma anche la loro sicurezza e incolumità personale.

Per quanto riguarda la casa circondariale, la carenza di personale supera le 60 unità e per Verziano oltre 20 unità. La situazione della prima rimane critica sotto il profilo della sicurezza a causa del sovraffollamento. Infatti, su 206 posti come capienza regolamentare, attualmente la popolazione detenuta si attesta sui 320 circa, di cui il 60% extracomunitaria. Analoga situazione a Verziano dove a preoccupare è la presenza di detenute molto problematiche da gestire. A livello regionale tutti i sindacati hanno rifiutato gli inviti a partecipare alle celebrazioni della ricorrenza.