Brescia, “Phoenix again” e Hatakeda in musica al Carmen Town

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Sabato 23 settembre al Carmen Town di via Fratelli Bandiera a Brescia ci saranno i “Phoenix again” Live in acustico (instrumental progressive rock) con Mitsuyasu Hatakeda live Painting show. I “Phoenix Again” fondati da Claudio (lead guitar & vocals), Antonio (bass guitar) e Sergio Lorandi (acoustic & electric guitar) con Silvano Silva (drums & percussions), nascono nell’ottobre del 1981 dopo lo scioglimento del Gruppo Studio Alternativo. I membri condividono gli stessi gusti musicali (King Crimson, Genesis, PFM, Banco del Mutuo Soccorso ecc.) e le loro composizioni risentono dell’influenza del rock progressivo degli anni ’70.

Fin da subito, creano e propongono brani ricercando nuove sonorità dal genere jazz-rock, progressive e ambient. Calcano i palchi della Lombardia fin dai primi anni ’80 e durante le loro esibizioni sono supportati da vari musicisti: Luca Guizzardi, Angelo Miglioli, Uwe Schliper (keyboards), Aldo Miglioli (mixer), Paolo Mariotto, Luca Bergamaschi (basso), Bruno Peli (vocals, guitars, traduttore dei testi) e Giacomo Forbice (electric guitar). Nel 1986, con l’arrivo di Emilio Rossi (keyboards e mixer) nel gruppo, le composizioni assumono una veste più sinfonica e nel 1991 i “Phoenix” incidono “Alchimie”, musicassetta contenente alcune delle canzoni composte fino a quel tempo.

Hatakeda
Hatakeda

L’attività live del gruppo dura fino al 1998, quindi i componenti della band realizzano separatamente altri progetti. Sergio incide “Alma latina” con Fabio Venturini (produzione Green Movie Group di Milano), Claudio, Antonio e Silvano con Alex Adu Gyamfi (vocals) incidono “Beginning of the game” riarrangiando vecchi pezzi della band. Il 15 aprile 2007 i “Phoenix” vengono colpiti da un grave lutto: Claudio, fondatore del gruppo, scompare prematuramente. Nel 2008 il trio Antonio, Silvano e Sergio si riunisce per realizzare un CD commemorativo, il “Threefour” contenente le composizioni nate dal gruppo negli anni ’80 con parti di chitarra eseguite e registrate da Claudio recuperate negli archivi.

L’aggiunta del termine “again” al nome del gruppo è frutto di una scelta dettata da esigenze di identificazione, ma sottolinea il concetto di “rinascita” della band, che ha saputo reagire a una grave perdita e che è determinata a portare alla luce decenni di musica mai pubblicata. Il 28 febbraio 2014 pubblicano il loro secondo album studio, “Look out”, con l’aiuto di giovani musicisti che, già dal 2011, hanno supportato la band nelle esibizioni dal vivo: Marco Lorandi, Giorgio Lorandi e Andrea Piccinelli. A questi si aggiunge Alessandra Lorandi, figlia di Sergio, che durante i live suona il flauto nel brano “Free Ireland”.

Dopo l’uscita del disco “ThreeFour”, sono tornati sul palco con la nuova formazione: Antonio Lorandi (Bass guitar), Sergio Lorandi (Lead guitars), Silvano Silva (Drums), Marco Lorandi (Rhythm guitars), Andrea Piccinelli (Keyboards) e Giorgio Lorandi (Percussions). Info sul sito internet.

Mitsuyasu Hatakeda, invece, nasce a Osaka, in Giappone, nel 1974. Si laurea all’università di Belle Arti di Osaka nel 1997 con una specializzazione in architettura di giardini giapponesi. Dopo il conseguimento del diploma inizia a lavorare come designer, responsabile della sezione di logo design e calligrafia. Il suo amore per la pittura nasce in tenera età quando a cinque anni inizia a frequentare un atelier di pittura. Partecipa a numerose mostre collettive e personali, sia in Giappone che in Francia, dove vive dal 2004 al 2006. Attualmente vive e lavora a Gussago. Hatakeda è un artista eclettico.

Nell’arco della sua carriera sperimenta varie tecniche, dall’olio all’acrilico, dai gessetti al carboncino, dagli acquerelli all’incisione. Al momento, il suo interesse principale è verso la reinterpretazione della tecnica e dei temi del sumi, inchiostro giapponese. Il concetto alla base del suo lavoro è la modernizzazione della tradizione, raggiunta grazie all’unione di una delle più tradizionali tecniche pittoriche giapponesi (inchiostro su carta di riso washi) con una scelta di soggetti attuali che talvolta rasentano l’astrazione, con lo scopo di creare un’opera sia contemporanea che tradizionale.

La spinta alla base di questo percorso è il bisogno dell’artista di riscoprire la più profonda identità giapponese prendendo in prestito elementi e concetti estetici del passato per creare un linguaggio artistico moderno. Info sull’autore su Facebook.