Rifiuti, Lega attacca: “In Lombardia prima la domanda interna“

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Dalla Lega Nord nazionale arrivano le critiche al Governo per come si sta gestendo lo smaltimento dei rifiuti, con un occhio puntato alla Lombardia. Tanto che il Carroccio chiede di fare in modo che in regione soddisfino prima i bisogni locali e poi quelli dal resto d’Italia, se necessario.

“Gli interessi delle multiservizi non possono compromettere l’intero ciclo di gestione dei rifiuti lombardo – scrivono in una nota il capogruppo della Lega in Senato Gianmarco Centinaio e Paolo Arrigoni della commissione Ambiente a palazzo Madama.- E’ una vergogna, infatti, che la Lombardia, che vanta una pianificazione regionale virtuosa e autosufficiente, sia ora in emergenza poiché gli inceneritori sono saturi di rifiuti speciali derivanti dagli urbani delle altre regioni.

Una situazione peggiorata nell’ultimo periodo con il nuovo quadro normativo nazionale che ha solamente incentivato il ricorso agli impianti lombardi da parte di altre regioni, vanificando, peraltro, anche il progetto lombardo di dismettere gli impianti più vetusti ed inquinanti. Questo flusso abnorme ha infatti messo in crisi l’intero ciclo di gestione dei rifiuti regionale, confermando quanto la Lega denuncia da tempo: lo ‘Sblocca Italia’, con il vergognoso art. 35, penalizza le regioni virtuose e deresponsabilizza quelle incapaci con interventi del governo che con soldi pubblici finanzia trasporto e smaltimento di rifiuti altrove.

Non è più accettabile – continua la nota – che gli inceneritori non ritirino più gli scarti provenienti dalla raccolta differenziata e i rifiuti speciali delle aziende lombarde per far posto a rifiuti extraregionali. Chiediamo un intervento immediato da parte del ministro dell’ambiente Galletti perché gli interessi delle multiservizi, che più che dismettere stanno pensando ad ampliare impianti, non possono pregiudicare un intero ciclo virtuoso che da anni rappresenta un esempio per l’intero Paese. Si risponda prima al fabbisogno di smaltimento generato dal ciclo rifiuti urbani della regione e solo successivamente alla domanda proveniente da altre regioni”.