Libri, il decimo e ultimo capitolo della saga Malazan, “Il Dio Storpio”

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Serie: Il Libro Malazan dei Caduti – Vol. 10

Titolo: Il Dio Storpio

Autore: Steven Erikson

Pagine: 1223 pp., Copertina flessibile

Editore ItalianoArmenia

Risultati immagini per il dio storpioTrama: I Cacciatori di Ossa marciano su Kolanse, verso un fato incerto. Sono esausti, un’armata sull’orlo dell’ammutinamento. Ma il loro comandante non ha intenzione di arrendersi. Se riuscirà a tenere le forze e a far reggere le fragili alleanze, l’Aggiunto Tavore ha intenzione di iniziare una battaglia con gli Dei stessi… E così ha inizio l’ultimo capitolo dell’Impero di Malazan, una storia senza tempo né confini.

Ritengo che il decimo e ultimo Libro Malazan dei Caduti sia un lavoro ben riuscito, nel quale Erikson mostra (come se ce ne fosse ancora bisogno) una sconfinata bravura. La sua scrittura, dal primo a questo ultimo romanzo, è migliorata progressivamente, raggiungendo un livello che non si trova in molti altri libri, non solo fantasy. Il progetto dell’autore è stato senza dubbio molto ambizioso e ha richiesto estrema attenzione da parte del lettore, chiamato a seguire trame e sottotrame intrecciate, nebulose, affascinati e stimolanti.

Ne “Il Dio Storpio”, il viaggio prosegue sul sentiero destinato alla convergenza finale, durante il quale vengono svelati alcuni misteri, ci si trova in mezzo ad incredibili battaglie e si entra nella mente di molti personaggi che ormai il lettore ha imparato ad amare oppure odiare. L’aspetto introspettivo, nonostante in alcuni frangenti rallenti la narrazione, risulta utilissimo per la comprensione generale e approfondisce le motivazioni dei protagonisti.

Il romanzo, articolato su più livelli, possiede una tale epicità che coinvolge completamente: in certi momenti, ad esempio, mi è parso di marciare insieme ai soldati dell’esercito guidato dell’Aggiunto Tavore Paran oppure tra quelli capitanati dalla Sentinella Yedan Derryg. La solennità che si respira all’interno dell’intera saga è qui portata a compimento con un susseguirsi di intense emozioni che non lasciano tregua al lettore.

Tutti questi aspetti riescono in parte a mascherare i piccoli difetti che però l’opera presenta: certe sottotrame risultano forse essere fin troppo secondarie e alcuni personaggi, anche importanti, non sembrano avere lo spazio che invece meriterebbero. Ciò detto, tali piccole pecche non vanno assolutamente ad intaccare il risultato finale, a mio avviso eccellente. Di conseguenza, inserisco “Il Dio Storpio” tra i romanzi malazan che ho preferito: “Memorie di Ghiaccio”, “I Segugi dell’Ombra” e “I Cacciatori d’Ossa”.

Conclusa questa straordinaria saga (la migliore che abbia mai letto e che intendo rileggere come dovrebbe fare chiunque), dopo un doveroso ringraziamento alla Armenia per la pubblicazione, spero tanto che una saggia casa editrice possa, prima o poi, regalarci anche tutti gli altri romanzi malazan scritti dallo stesso Steven Erikson e dal collega Ian Cameron Esslemont. 

Per citare: “Ricordatevi di noi”.