Guido Bettoni scomparso e ucciso, delitto avvenuto per droga

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Video tratto da Il Giorno

Una decina di coltellate avrebbero ucciso Guido Bettoni, il 37enne ritrovato nella notte tra le campagne di Ghedi, nella bassa bresciana, in una buca scavata e indicata dall’autore del delitto. Ad ucciderlo è stato Lamberto Lombrici, operaio 42enne residente a Brescia come la vittima. Oggi in procura a Brescia il capo procuratore Tommaso Buonanno, l’aggiunto Sandro Raimondi che ha condotto le indagini insieme ai carabinieri del comando provinciale hanno presentato l’attività che ha portato al rinvenimento del cadavere e all’arresto.

Le accuse nei confronti di Lombrici, che è stato portato nel carcere di Canton Mombello a Brescia, sono quelle di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. L’intera vicenda di cronaca era partita ieri quando la madre di Guido, attualmente in vacanza sul Garda dove abita la figlia, ha denunciato ai carabinieri la scomparsa del figlio 37enne che non riusciva più a contattare dopo venerdì scorso. Quindi, la famiglia aveva lanciato appelli sui social network e in internet.

Martedì, dopo la denuncia alle forze dell’ordine, gli stessi militari avevano iniziato le indagini partendo dagli amici della vittima e tra questi c’era proprio anche Lamberto Lombrici. Inizialmente l’uomo si era smarcato da ogni accusa, ma dopo diverse ore di interrogatorio, ha confessato. “Si è tolto un peso dallo stomaco” ha detto il procuratore aggiunto in conferenza stampa. Secondo i fatti, i due si sarebbero incontrati venerdì sera in casa della vittima. Poi sarebbe nata una discussione intorno alle 23 per motivi di droga e il 42enne avrebbe preso un coltello da cucina colpendo più volte il suo interlocutore.

Poi avrebbe ripulito l’appartamento, si sarebbe cambiato i vestiti e caricato il cadavere nel bagagliaio della propria auto con cui ha vagato per tutta la giornata di sabato in provincia. Poi si sarebbe disfatto dell’arma del delitto e avrebbe cercato i luoghi dove occultare il corpo della vittima. Lo ha fatto scavando una buca tra le campagne di Ghedi sabato notte. E’ stato proprio l’autore nella notte, dopo aver confessato il delitto, a indicare il luogo impervio dove aveva sepolto il 37enne. L’auto usata per il trasporto del cadavere, oltre all’appartamento in cui è avvenuto il delitto e i cellulari a disposizione dell’omicida sono stati posti sotto sequestro.

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