Brescia, chiusa ultima udienza per Bossetti. Lunedì decisione

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Oggi al palazzo di giustizia di Brescia si è tenuta una nuova udienza nel processo d’appello per Massimo Bossetti. Il muratore bergamasco di Mapello, già condannato nel 2016 all’ergastolo in primo grado, è accusato del delitto della 13enne Yara Gambirasio. La ragazzina era scomparsa alla fine di novembre del 2010 da Brembate di Sopra e poi trovata morta a febbraio del 2011 in un campo a Chignolo d’Isola. E’ stato il giorno delle repliche all’accusa.

Tanto che il sostituto procuratore generale di Brescia Marco Martani, che ha chiesto di confermare l’ergastolo per Bossetti e di sottoporlo ad altri sei mesi di isolamento diurno per calunnie nei confronti di un collega, ha detto che “in 30 anni di professione non sono mai stato oggetto di così tanti attacchi personali come quelli che ho dovuto ascoltare da questa difesa con affermazioni lesive del mio lavoro e anche di quello del Ris”.

E di fronte all’accusa delle difese di avere eseguito un ordine nei confronti di Bossetti, ha detto di non essere “uno stalliere o un fantino o un bookmaker che trucca le corse dei cavalli. Da chi avrei preso questi ordini? Non ho vincoli di mandato, sono un magistrato e se non fossi stato convinto della colpevolezza di Bossetti avrei concluso diversamente” nelle dichiarazioni riportate dalla stampa locale.

E su quanto teorizzato da Claudio Salvagni e Paolo Camporini, legali dell’imputato, sulle “cose incredibili dette”, “arrivano da chi non ha argomenti” ha replicato. Gli stessi avvocati di Bossetti, anche nelle scorse udienze, avevano chiesto di assolvere il muratore o di riaprire il processo sulla base di un nuovo test del Dna. Dopo le dichiarazioni spontanee dell’accusato, i giudici della Corte d’Appello presieduta da Enrico Fischetti hanno annunciato di riunirsi in camera di consiglio e la decisione sull’imputato dovrebbe avvenire lunedì 17 luglio. Quindi, sentenza o nuovo processo.