Maxi frode con base bresciana, sindacati: “Dare più attenzione”

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“Ci congratuliamo con la Guardia di Finanza per l’operazione ‘Winter flower’ che ha portato alla scoperta di un giro di evasione fiscale, di fatture false, di 80 milioni di euro di Iva evasa e di 24 aziende fantasma nel campo dell’edilizia bresciana e non solo” scrivono la Cgil, Cisl e Uil in una nota.

“La meritoria attività della Guardia di Finanza di Brescia conferma ancora una volta che nel nostro territorio il tema dell’evasione fiscale non è un tema marginale e di poco conto, ma che ad esso va posta la massima attenzione perché aiuterebbe non solo a far pagare tutti meno ma anche a recuperare sulle disuguaglianze”.

GUARDA L’OPERAZIONE DELLA FINANZA

L’ultimo caso di frode è stato scoperto dalle Fiamme Gialle di Lodi che hanno sequestrato beni per 65 milioni di euro tra società, ville, orologi, auto di lusso e conti bancari indagando 24 persone per associazione a delinquere e reati fiscali. Al centro di tutto c’era un’azienda edile di Orzinuovi, nella bassa bresciana, che ha emesso 400 milioni di euro di fatture false ottenendo indebiti vantaggi di imposta per un importo totale di 80 milioni di euro.

L’azienda, attraverso ventiquattro società create tra il 2010 e 2011 nel lodigiano e in Franciacorta, è riuscita a mettere a segno l’evasione. Ogni singola società faceva girare le fatture false, poi trasferite e e intestate a prestanome. Gli imprenditori coinvolti, con una professionista contabile di Milano, hanno cercato di nascondere l’ingente evasione fiscale con un sistema di compensazioni di crediti e debiti commerciali, creati con l’emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti.

Il blitz è scattato stamattina quando la Finanza ha effettuato 23 perquisizioni in Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana e Calabria sequestrando 65 milioni di euro di beni in tutta Italia. Tra questi, 35 società, 60 immobili ubicati nel centro delle città di Milano, Brescia, Monza, Como e Cremona e appartamenti di pregio sul lago di Garda, ville sul lago di Iseo e in Franciacorta, 35 autoveicoli e 487 rapporti bancari. Tra gli indagati, diversi imprenditori edili, prestanome e professionisti. I guadagni dell’attività illecita venivano investiti in immobili e auto di lusso, orologi e in attività commerciali in Italia e all’estero.

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