Brescia, processo Bossetti, le arringhe difensive

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Nella giornata di giovedì 6 luglio, al tribunale di Brescia si è tenuta la seconda udienza del processo d’appello per Massimo Bossetti. Non è mancato un folto pubblico, che si era presentato fuori dal palazzo di giustizia prima dell’inizio del processo.

Giovedì è stato il giorno dedicato alle arringhe difensive dei legali di Bossetti, Salvagni e Camporini. Dopo aver ricevuto il divieto di trasmettere un video dal presidente, i due avvocati hanno paragonato il caso dell’imputato a quello di O.J. Simpson, accusato d’aver ucciso la moglie, ma poi assolto per la mancanza di prove. Per questo, hanno dichiarato che l’accusa non avrebbe sufficienti prove per condannare il muratore di Mapello e se sussistono dei dubbi, dovrebbe essere assolto.

Inoltre, hanno sostenuto che il dna trovato sugli slip della ragazzina, non apparterrebbe a Bossetti, dato che solo 71 dei test effettuati su 100 sono ritenuti soddisfacenti. Opposta la versione dei legali della famiglia di Yara Gambirasio, la vittima 13enne, che ritengono l’imputato “affetto da sadismo, devianza e di natura sessuale”.

L’udienza si è protratta per 10 ore e il processo, infine, è stato aggiornato al 14 luglio. Il 17 luglio, invece, ci sarà il momento della verità, con la replica delle parti, le parole di Bossetti e la decisione della Corte per una sentenza o un’ordinanza con cui rifare il processo.

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