Brescia, troppo cromo nella falda sotterranea a Chiesanuova

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A Brescia, precisamente nella zona di via Padova a Chiesanuova si è registrato un grave problema ambientale. Infatti, nella falda sotterranea risultano esserci altissimi livelli di cromo evanescente. La situazione era già conosciuta dal 2008, quando la procura di Brescia aveva messo sotto sequestro alcuni pozzi per inquinamento. L’azienda aveva così dovuto adoperarsi per mettere in campo operazioni di bonifica, che sembrano essere risultati inutili.

Il caso è emerso al Museo di Scienze Naturali di Brescia, durante il convegno promosso dal Comune, Ats e Arpa Lombardia, in merito alla qualità delle acque sotterranee. Nel 2008 il livello di cromo era di 200mila microgrammi per litro, quando il limite è di 5. Poi, nel 2012 era salito addirittura a 690mila microgrammi, per poi scendere, dopo operazioni di bonifica, come l’utilizzo del siero di latte bovino con cui trasformare il cromo esavalente nel meno pericoloso trivalente e la barriera idraulica.

Nel 2016, a gennaio, i livelli si attestavano a 47 microgrammi, ma poi, a ottobre, erano saliti a 183mila microgrammi. Nella conferenza di martedì, Massimiliano Confalonieri di Arpa Brescia ha sottolineato che la barriera idraulica non funzioni. Si è inoltre parlato anche di due altre situazioni, quella della ex Forzanini di via Ancona e di quella del Caffaro, dove la bonifica sembra stia andando bene, vista la riduzione del cromo.

Comunque, l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia ha inteso che le acque destinate al consumo dell’uomo sono molto controllate e non presentano alcun problema.