Molotov a Vobarno, prefetto: “Non manderemo i migranti”

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Oggi al Broletto, a Brescia, si è tenuto un incontro tra il prefetto Annunziato Vardé e il sindaco di Vobarno Giuseppe Lancini dopo quanto avvenuto la notte dello scorso sabato. Un gruppo di persone – un commando organizzato lo ha definito il proprietario Valerio Ponchiardi – hanno lanciato due molotov e messo una tanica di benzina al piano terreno dell’hotel Eureka di Carpeneda.

E’ la struttura ormai chiusa da tempo e che, secondo le intenzioni di una cooperativa sociale e della prefettura, avrebbe dovuto ospitare 35 migranti, oltre i 23 già presenti in paese. Ma l’intesa sarebbe saltata proprio quando il titolare ha detto che non c’erano le condizioni di agibilità. In particolare, quando la sorella coproprietaria dello stabile ha poi negato il via libera. Nonostante questo, sabato notte è avvenuto il gesto ritenuto intimidatorio e sul quale i carabinieri con la Digos della questura di Brescia stanno indagando.

Soprattutto, per identificare gli autori dell’attentato. E oggi in prefettura si è svolta la riunione proprio per affrontare quanto è accaduto. “Ciò che è successo a Vobarno è un gesto intimidatorio che condanniamo e sul quale intendiamo fare pienamente luce prima possibile” ha detto il prefetto Vardè dopo l’incontro con il primo cittadino valsabbino. “A Vobarno gli stranieri non arriveranno, ma non per il gesto violento, ma solo perché al momento non ci sono strutture. La nostra politica di accoglienza non si ferma davanti alla violenza”.

Al tavolo ha partecipato anche il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso. “L’episodio desta inquietudini a va adeguatamente esplorato. Ebbene, è, appunto, oggetto di adeguata esplorazione. L’episodio in sé potrebbe apparire di portata abbastanza modesta – ha detto – se non fosse per il contesto che delinea un albergo in disuso da qualche anno, l’ipotesi di un utilizzo per accogliere immigrati, la posizione del proprietario, una serie di voci levatesi pro e contro siffatto utilizzo”.

“Tutto è successo quando, tra l’altro, la situazione si era già risolta – ha detto il sindaco al termine della riunione – perché la proprietà dell’hotel non ha più dato l’autorizzazione alla cooperativa e alla prefettura di portare i migranti a Carpeneda. Ritengo che a colpire sia stato qualcuno da fuori, si sta dipingendo Vobarno come paese dell’Isis (vedi il caso Anas El Abboubi) e questa è un’altra azione, ma il territorio non è questo, lo fanno per farci fare brutta figura”. Il dato certo è che a Carpeneda non arriveranno i migranti che inizialmente erano previsti. Immagine tratta da Il Giorno

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