Como, vincono cittadini e turisti, sparite barriere davanti al lago

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Il lago di Como torna ad essere visibile dalla passeggiata ai cittadini e turisti.
Con la campagna #rivogliamoilnostrolago lanciata dal quotidiano La Provincia con una doppia mobilitazione (consegna a Palazzo Chigi di 60.208 cartoline nel 2016 e l’affissione di migliaia di lucchetti, la scorsa primavera, sull’area del cantiere), venerdì 29 giugno le recinzioni sono state eliminate.

La Regione Lombardia, infatti, dopo le richieste arrivate dalla cittadinanza, si è attivata per rimuovere le barriere e sistemare la pavimentazione, in attesa della ripresa dei lavori per le opere anti-esondazione il cui cantiere non partirà prima del prossimo anno e durerà al massimo per due anni. Importante l’intervento dei cittadini che con la campagna lanciata da La Provincia, ha chiesto a gran voce lo sblocco della situazione.

La prima mobilitazione è del maggio 2016 con oltre 60 mila cartoline realizzate dall’artista comasco Pierpaolo Perretta (Mr Savethewall) raffiguranti il lago “ingabbiato” o le panchine con vista palizzate in legno firmate da comaschi e turisti e consegnate da una delegazione de La Provincia alla Presidenza del Consiglio. Nel marzo scorso l’affissione di 60 mila lucchetti colorati sulle recinzioni per chiedere di restituire il lago alla città.

Entrambe le mobilitazioni hanno avuto il sostegno in massa di comaschi, turisti e personaggi famosi (tra gli altri: Javier Zanetti, Gianluca Zambrotta, Andrea Vitali, Davide Van De Sfroos, Carlo Recalcati, Loris Capirossi, Daniel Libeskind, Stefano Boeri, Oscar Farinetti e Federico Moccia) esasperati dalla vicenda e desiderosi di far tornare il lago all’antico splendore. La passeggiata ora è fruibile quasi completamente (due porzioni resteranno inaccessibili per la struttura del cantiere).

La vicenda delle paratie è iniziata nel 1995 quando la giunta comunale di Como aveva approvato il primo progetto per la costruzione delle paratie anti-esondazione sul lungolago. Per ridurre i costi, al posto delle paratie mobili compaiono alcune barriere fisse. Undici anni più tardi, l’aggiudicazione dell’appalto all’impresa veneziana Sacalm. I lavori erano partiti l’8 gennaio del 2008 e con una durata prevista di 1.085 giorni. Costo ipotizzato di 12 milioni di euro.

Già nel 2009 il primo intoppo con la costruzione del muro e la notizia che fa il giro del mondo. Nel 2010, dopo numerose proteste, inizia la demolizione del muro sul lungolago. I lavori sono continuati fino al 2012 prima di essere fermati dall’amministrazione comunale, convinta che sia necessario rivedere il progetto. Nel gennaio del 2016, l’Anticorruzione ha bocciato la variante al progetto perché non rispettava le norme e la spesa è arrivata a 33 milioni di euro. La procura aveva ordinato perquisizioni, indagando amministratori e arrestando alcuni tecnici comunali.

Oggi sono tutti a processo (compresi i due ex sindaci Stefano Bruni e Mario Lucini). A dicembre 2016, la Regione Lombardia ha revocato al Comune l’incarico di stazione appaltante e risolto il contratto con l’azienda che aveva vinto la gara undici anni prima. L’ultimo capitolo è della scorsa primavera, quando la Regione ha aperto un bando per lavori di manutenzione e sistemazione provvisoria della passeggiata. Per completare l’opera serviranno un nuovo progetto e un nuovo appalto. Il cantiere dovrebbe ripartire nel 2018, ma il presidente del Pirellone garantisce che il lago non sarà più oscurato.

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