Piazza Loggia, pg chiede conferma ergastoli Tramonte e Maggi

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Si è aperta stamattina alle 11,30 alla Corte di Cassazione a Roma l’udienza del terzo grado di giudizio per la strage di piazza Loggia, a Brescia, del 28 maggio 1974. In quell’attentato esplosivo durante una manifestazione persero la vita otto persone, mentre altre 102 restarono ferite. Dopo oltre due ore di requisitoria, il procuratore generale Alfredo Viola ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Carlo Maria Maggi a capo dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo e Maurizio Tramonte ex fonte dei servizi segreti.

Il 27 luglio del 2014 nel secondo processo d’appello a Milano il giudice aveva condannato i due all’ergastolo. “Sono molti, troppi i depistaggi e le reticenze che hanno impedito di squarciare il velo che copre la verità, quasi che la coltre di fumo di quel giorno non si fosse dispersa ma avesse continuato a propagarsi sull’intero Paese – ha detto il pg nelle dichiarazioni riprese da Il Giorno.- Spero e credo che i giudici metteranno la parola fine al termine di un processo complesso ma non impossibile.

Complesso perché quella strage oltre a mietere tante vittime ha profondamente inciso sul tessuto della nostra democrazia, ma non impossibile perché la magistratura ha saputo accertare i fatti e definire le responsabilità per fatti altrettanto gravi e destabilizzanti.

E’ un processo complesso perché indiziario, dove ci sono voluti anni per rimuovere indagini o conclusioni di indagini errate o volutamente errate, ma un processo non impossibile perché i giudici si misurano quotidianamente con processi dove non c’è la ‘pistola fumante’. Un processo complesso per il tempo trascorso, ma non impossibile perché non é inconsueto che le verità processuali abbiano bisogno di anni per emergere”. La sentenza dovrebbe arrivare stasera o domani al massimo.