Senegalese tradisce la moglie, poi finisce nei guai

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Martedì 13 giugno, il giudice delle indagini preliminari al tribunale di Brescia Carlo Bianchetti si è pronunciato in merito al divieto di avvicinarsi di un uomo senegalese verso la famiglia. La richiesta è partita dal pubblico ministero Erica Battaglia.

Il tutto era iniziato quando il 45enne senegalese, in Italia da venti anni, nel 2016 era tornato in patria dai parenti per una vacanza. In tale periodo l’uomo aveva avuto una relazione con una donna, che era rimasta incinta. A Maggio, infatti, era nato in Africa il bambino, il sesto per il 45enne. Quando la moglie in Italia ne è venuta a conoscenza, ha iniziato a insultare e minacciare il marito.

Fino ad arrivare a sabato 10 giugno, quando il senegalese, durante l’ennesima lite, ha sferrato un pugno alla moglie, come lui stesso a confessato. Inoltre, ha messo un coltello alla gola della loro figlia minorenne minacciandola di ucciderla se la donna non avesse abbandonato quell’atteggiamento. La moglie ha così segnalato la situazione alle forze dell’ordine. Martedì, poi, si è svolta l’udienza, dalla quale è risultato che l’uomo, accistao di lezioni e minacce, non può avvicinarsi alla famiglia.

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