Brescia, meno sfratti, Sicet: “Ma servono riforme strutturali”

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I dati forniti dal Ministero dell’Interno sugli sfratti convalidati nel 2016 confermano la positiva inversione del trend relativo all’emergenza abitativa. Per quanto riguarda gli sfratti effettuati a Brescia – si legge in una nota del Sicet, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, della Cisl – si registra un ulteriore calo del 17% rispetto al 2015. La diminuzione rispetto al 2014, anno corrispondente al picco degli sfratti a Brescia, è del 40%.

Negli altri Comuni della Provincia la riduzione rispetto al 2015 è del 11%, mentre la diminuzione rispetto al record negativo registrato nel 2013 è del 23%. Dopo molti anni si riducono anche le richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario, di 3.597 in Provincia e con un calo complessivo del 17,54% rispetto al 2015. Evidentemente c’è un allentamento della morsa della crisi economica che favorisce un’attenuazione del fenomeno e così pure alcuni effetti positivi sono stati prodotti dalle varie misure “tampone” messe in atto dai diversi livelli istituzionali (Stato, Regione, Comuni) grazie anche al concorso delle parti sociali.

Tuttavia, trattandosi di un problema che riflette un cambiamento strutturale della domanda abitativa e della capacità di spesa delle famiglie – continua la nota – non sono sufficienti i provvedimenti che mirano semplicemente a gestire la fase acuta del problema.

Se si intende uscire definitivamente dal tunnel della crisi abitativa è necessaria una riforma organica della legge 431/98 che regola il mercato delle locazioni e al tempo stesso appare indispensabile il rifinanziamento delle case popolari per costruire un sistema di offerta pubblica adeguato al fabbisogno e in linea con quelli dei Paesi europei più avanzati.

DATI SUGLI SFRATTI