Alcuni bresciani raccontano il caos a Torino

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Il panico che si è scatenato sabato 3 giugno in piazza San Carlo a Torino, mentre veniva trasmessa sul maxischermo la finale tra Juventus e Real Madrid, è stato vissuto anche da alcuni bresciani. Infatti, poco prima della fine del match, pare che una transenna sia caduta, anche se non si esclude che qualcuno abbia gridato “bomba”, mandando nel panico totale la folla. Nella confusione, le persone si sono accalcate e calpestate. Il tutto è stato reso ancora più pericoloso dai vetri delle bottiglie al suolo.

Il risultato sono stati 1.500 feriti, in gran parte causati proprio dai cocci di bottiglie di vetro a terra, nonostante fosse stata proibita la vendita. Tra la folla, c’era anche una famiglia bresciana, padre, madre e figlia di 6 anni, che avevano raggiunto Torino da pochi giorni. Hanno raccontato di un vero e proprio fuggi fuggi, che li ha costretti a proteggere la figlia verso l’uscita fino ad arrivare nei pressi di un’ambulanza.

Poi, era presente anche una comitiva di Offlaga, che ha assistito a tutta la scena, vedendo persone ferite e altre che avevano perso effetti personali. Infine, un tifoso juventino proveniente da Pisogne, a Torino con un’altra comitiva, ha raccontato d’aver perso i suoi compagni durante la confusionaria fuga, ritrovati solo diverse ore dopo.

Ora, molte persone hanno criticato l’operato del Comune e della prefettura di Torino per l’organizzazione dell’evento, che non presentava abbastanza vie di fuga e per la presenza di chi vendeva bottiglie di vetro. La procura di Torino sta infatti valutando se aprire un’inchiesta per procurato allarme.