Brescia, sesso con minorenni, undici gli indagati

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Brescia finisce nuovamente sotto i riflettori per uno scandalo riguardo la prostituzione minorile. Il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha notificato la chiusura delle indagini di una nuova inchiesta portata avanti con la polizia locale di Montichiari, i carabinieri e la polizia giudiziaria della procura. L’ultima indagine era iniziata nel 2016, insieme alle altre inchieste che, in certi casi, ha già portato gli accusati alle condanne in tribunale.

In questo caso, gli inquirenti sono partiti da tre siti internet per incontri, dove i ragazzini e vittime coinvolte hanno mentito, dichiarando di aver 18 anni. Si sono così potuti iscrivere, organizzando incontri con adulti. In seguito, si arrivava ai prestazioni sessuali, tra cui rapporti orali a 20 euro, palpeggiamenti fino a 100, e rapporti completi anche senza profilattico. Gli adulti, inoltre, prima degli appuntamenti si facevano mandare foto hot.

Nei guai sono finite 11 persone, tra cui un medico dell’ospedale Civile di Brescia e un  dirigenti di una scuola superiore bresciana. Quest’ultimo, tra il 2013 e 2014, avrebbe avuto rapporti con studenti, oggi maggiorenni, e in cambio avrebbe pagato loro una gita. Sul computer del medico, invece, sono stati trovati alcuni filmati discutibili. Infine, gli individui indagati sono tutti  piede libero, in quanto il giudice ha respinto una richiesta di misure cautelari. Adesso, avranno venti giorni per farsi interrogare o presentare una memoria difensiva.