Siti web su rischi, a KeisData 210 mila euro dal crowdfunding

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Un risultato che conferma il trend positivo dell’equity crowdfunding, oggi più che mai strumento di sostegno per la crescita imprenditoriale. KeisData, piccola media impresa, che dal 1994 progetta piattaforme informatiche nel settore del Risk e Knowledge Management, ha chiuso la campagna su Equinvest con una raccolta di 210 mila euro (overfunding del 110%) – a fronte dei 100 richiesti con un’equity distribuita del 2% – grazie a otto investitori che hanno puntato alle soluzioni che minimizzano i rischi e aumentano i vantaggi competitivi in azienda. Lo si legge in una nota aziendale.

“Questo traguardo, ottenuto anche grazie al network di BacktoWork24 e al fondo d’investimento Red Fish Kapital – dice Fabio Bancalà ceo di Equinvest, società nata per offrire sul web un asset alternativo alla finanza tradizionale – ci offre una fotografia attuale del sistema economico del nostro Paese, spinto da una forte voglia di rinnovamento attraverso nuovi canali (nello specifico, quello online) che allargano gli orizzonti e lo sguardo degli investitori su business ad alto potenziale e su realtà imprenditoriali con ampi margini di crescita”.

“L’anno scorso abbiamo deciso di avvalerci della raccolta di capitali tramite lo strumento dell’equity crowdfunding – aggiunge Carlo Korner consigliere delegato dell’azienda lombarda che ha sviluppato il software KRC-solution, riconosciuto dal Politecnico di Milano come una delle migliori soluzioni per la gestione dei rischi – con molteplici obiettivi: garantire un maggior impiego di risorse per mantenere e incrementare il vantaggio competitivo, potenziare la promozione e distribuzione del prodotto a livello internazionale e consolidare la nostra leadership sul mercato.

Grazie a un partner strategico come Equinvest potremo mettere in campo non solo nuovi finanziamenti, ma anche competenze di manager di altissimo livello, che hanno deciso di scommettere sul nostro team”. KeisData, che ha raggiunto una solidità finanziaria e seguito un percorso di crescita molto profilato – termina la nota – investirà parte delle somme in ricerca e sviluppo, oltre la quota del 30% del fatturato annuo che viene normalmente destinata a queste attività.

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