Stamina, accusano Civile di Brescia. Ma trattamento in Georgia

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Si erano costituiti parte civile contro gli Spedali Civili di Brescia lamentando di essere vittime della truffa Stamina, ma nel 2016 avevano continuato a seguire la cura di Davide Vannoni, in Georgia. Vicenda singolare quella di tre pazienti, emersa oggi a Torino alla ripresa del processo per il “filone bresciano” su Stamina e dove sono imputati quattro medici.

La scoperta è dell’avvocato dell’azienda ospedaliera Matteo Mangia, che nei giorni scorsi, dopo l’arresto di Vannoni, ha chiesto alla procura di Torino di verificare se fra le parti civili ci fossero persone che hanno “effettuato o chiesto di effettuare” il trattamento Stamina in Georgia. Il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha risposto che fra “i pazienti reclutati” ne risultano tre.

Stamina venne sperimentata a Brescia fra il 2011 e il 2013. Il rinvio a giudizio dei medici bresciani, a Torino, fu disposto nel 2015. L’anno successivo, dopo aver patteggiato 22 mesi di carcere, Vannoni riprese ad applicare la sua metodica in Georgia, facendo “reclutare” dai suoi collaboratori, secondo l’inchiesta, i pazienti in Italia: una cinquantina risposero all’appello e, fra questi, in tre compaiono anche come parti civili nel processo torinese.

Nel caso bresciano tornato oggi in aula è stato dato spazio alle repliche dei pm Alessandro Aghemo e Lisa Bergamasco. Il 30 marzo i magistrati avevano chiesto 3 anni di carcere per Ermanna Derelli ex direttrice sanitaria, e per Carmen Terraroli segretaria referente del comitato etico. 2 anni e 9 mesi per Arnalda Lanfranchi responsabile di un laboratorio e per il pediatra Fulvio Porta. Dalle parti civili erano partite richieste di risarcimento danni nei confronti degli Spedali Civili di Brescia.