Brescia, sulle tracce del passato con l’iniziativa “Campo Fiera Retrò”

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“Eh si, signora mia! Si stava meglio quando si stava peggio!” Tra il serio e il faceto ci è venuta voglia di immaginare la parte di vero che vi è in questa frase. È una costante: quando noi anziani raccontiamo dei ‘nostri tempi’ dipingiamo spesso un mondo quasi idilliaco, duro e puro.

Ci ha sgiunzagliato sulle aromatiche tracce del passato l’iniziativa ‘Campo Fiera Retrò’ che, con il patrocinio del Comune di Brescia e l’organizzazione di 39Vantini Oldstyle, ha raccolto la partnership di Viemme61, Old4You, Sei Consulting, BSNews, MUSIL e 21Grammi. L’evento ha lo scopo di (ri)portare alla luce il periodo (siamo a cavallo di fine ‘800 primi ‘900) che vede nel quartiere Campo Fiera il paradigma della nascente Italia Industriale. Lo staff di 39Vantini Oldstyle, ormai incarnatosi nel rione, ha in animo un percorso evolutivo della zona: percorso che prendendo spunto dal passato possa coniugare il quotidiano con il vivere bene.

È una storia formidabile quelle di Campo Fiera; è la storia di una generazione che, come suol dire Francesco Lonati, ‘è passata dalla fame alla dieta’; è una storia condivisa da più classi socio-economiche con l’obiettivo di consegnare un futuro migliore ai figli e ai figli dei figli. Sudore, cibo scarso, fumi insalubri, fucine roventi, urbanizzazione spinta, l’agricoltura e la pastorizia che si ritirano sui monti e nella Bassa: da qui iniziava il progresso. Campo Fiera si chiama così perché sin dal 1612 vi si teneva il mercato delle bestiame. Dalla fine del 1800 al muggito delle vacche si sostituisce il rimbombo dei magli; il profumo del fieno viene strangolato dall’odore del ferro incandescente e dell’olio bollente. I campi divengono aree per la costruzione di possenti opifici, di case per gli operai, di sedi per il Dopolavoro e di Istituti per l’educazione dei figli dei dipendenti. Le Pubbliche Istituzioni collaborano con l’industria per ‘venire incontro’ alle esigenze delle famiglie dei lavoratori. Campo Fiera cambia e con lui cambia Brescia. Grazie a 39Vantini Oldstyle potremo ripercorrere questo cambiamento.

Eh si, signora mia!…” se da una parte l’industria partorisce scenari da ‘Tempi Moderni’, il famoso film del ’36 di Chaplin, dall’altra c’è chi si ricorda ancora della Trattoria Norge al Carmine: ‘Trippa sempre pronta’ e lavata in un mastello di legno alla fontana pubblica; posate legate con catenella ai tavoli e sciacquate in un secchio dal’addetta che passava tra i tavoli scansando audaci avances degli avventori. Eravamo agli albori degli anni cinquanta.

“Si stava meglio quando si stava peggio!”: si giocava per strada e gli adulti presenti sostituivano i genitori occupati; si mangiava poco ma sano (soprattutto se si avevano conoscenze tra i contadini); il gelato era una rarità e per questo i pochi gusti disponibili erano ancora più buoni; i mezzi meccanici potevano essere manomessi o aggiustati con un minimo di esperienza. ‘Campo Fiera Retrò’, ci consente un tuffo nei sapori, nei giochi, nelle mode, nei gusti di un “Si stava meglio quando si stava peggio!” che ora non è non del tutto perso, grazie a grazie a 39Vantini Oldstyle, e che, tra luci e ombre, ci ha creato, ci accompagna e ci indica il futuro.

L’appuntamento è fissato per sabato 27 maggio a Sant’Agostino. Si inizia alle 17.
Ore 17,30: Campo Fiera tra passato, presente e futuro: urbanistica, territorio e società.
Ore 19: industria e commercio: dai primordi a oggi.
Ore 21: il Novecento va in scena. Spettacolo di varietà.
Dalle 17 alle 23 una prenderanno vita numerose iniziative a corredo dell’evento:
Mostra fotografica dagli archivi storici di Campo Fiera.
Esposizione di auto e moto d’epoca con prove di utilizzo.
Stand gastronomico dal sapore antico.
Animazione per bambini. Gli svaghi del passato.
Intrattenimento con artisti di strada.
Lo stile del Novecento tra abbigliamento, accessori, acconciature e trucco.