Concesio, opera di Parmiggiani (Amei) alla Paolo VI

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Dopo essere stata esposta a Milano (al museo San Fedele per “Itinerari di arte e fede”) e a Bergamo (al museo “Adriano Bernareggi”) e prima di proseguire il suo viaggio di tredici tappe in Italia, l’opera di Claudio Parmiggiani fa tappa alla Collezione Paolo VI di Concesio.

L’opera, che ha una forte valenza civile e religiosa, è attualmente in tour tra i musei dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani che ne ha commissionato la realizzazione per farne dono, il 15 settembre, alla Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi di Palermo (sacerdote siciliano vittima della mafia) in occasione del doppio anniversario della nascita (1937) e della sua morte (1996).

Nell’opera esposta al museo bresciano fino al 6 maggio, Parmiggiani – tra i principali interpreti del tema sacro nella contemporaneità – squarcia lastre nere riflettenti, apre un varco nell’ombra, chiede di attraversare la sua superficie infranta, fare esperienza di quel dolore e rinascere da questa esperienza. Un lavoro duro, violento. “Come un pugno nello stomaco. Silenziosa ma dura, dura ma silenziosa, come un fuoco sotto la cenere, oscura, ringhiosa. Un’opera è per un artista il solo modo di urlare” dice Ilaria Bignotti curatrice e critica d’arte, docente all’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia.

L’insegnante sabato 6 maggio alle 16,30, nell’ambito di “OperAperta” (il ciclo di incontri mensili dedicati alla valorizzazione del patrimonio artistico del museo) presenterà l’opera al pubblico. “È davvero con grande piacere che la Collezione ospita la bellissima opera di Claudio Parmiggiani – aggiunge Paolo Sacchini direttore del museo concesiano – sia per l’assoluta rilevanza dell’artista, sia e soprattutto per la piena e anzi entusiastica adesione della Collezione all’iniziativa dell’AMEI, di cui siamo membri. Si tratta di un’ulteriore testimonianza della volontà dei musei ecclesiastici italiani di indirizzarsi verso la contemporaneità, esattamente come a suo tempo aveva sollecitato a fare Papa Paolo VI.

In questo caso, inoltre, dal momento che l’opera è destinata a un luogo densamente simbolico come la Casa Museo di Don Pino Puglisi, all’orizzonte della spiritualità si accosta anche quello ‘civile’, il che qualifica ancora di più il progetto. Per la Collezione è anzi un onore, per il quale siamo grati all’AMEI e alla sua presidente Domenica Primerano, il fatto di essere stati inseriti tra i dodici musei ecclesiastici italiani in cui l’opera viene esposta prima di giungere alla sua sede definitiva.