Premio Sanità hitech, Poliambulanza Brescia tra finalisti

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Sono dieci i finalisti dell’ottava edizione del “Premio Innovazione Digitale in Sanità” della School of Management del Politecnico di Milano. Il riconoscimento dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità punta a creare occasioni di conoscenza e condivisione dei migliori progetti della sanità italiana per capacità di utilizzare le tecnologie digitali come leva di innovazione e miglioramento. L’azienda socio sanitaria territoriale di Monza, la Fondazione Poliambulanza di Brescia) e l’Irccs Ismett di Palermo sono i finalisti nella categoria “Processi amministrativi e gestionali”.

L’azienda ospedaliera di Padova e gli istituti clinico scientifici Maugeri di Pavia si contenderanno il riconoscimento nell’area “Processi clinici e assistenziali”. L’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena e l’azienda sanitaria locale di Taranto e l’azienda unità locale socio sanitaria 3 Serenissima di Venezia sono in finale per “Servizi al cittadino”. Infine, l’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma e la Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma si contenderanno la vittoria nella categoria “Integrazione con il territorio”.

I progetti finalisti saranno presentati al pubblico giovedì 4 maggio dalle 14 in occasione del convegno “La sanità alla rincorsa del cittadino digitale” in cui sarà illustrata anche la nuova ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano. Il convegno si terrà al campus Bovisa di Milano dalle 9. Dalle valutazioni di una giuria qualificata scaturiranno i riconoscimenti per il Premio che saranno consegnati alle quattro strutture sanitarie – una per categoria – che si sono distinte nella capacità di utilizzare le moderne tecnologie digitali come leva di innovazione e miglioramento nel mondo della sanità.

“Il Premio ha l’obiettivo di generare un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza nel panorama della sanità digitale – dice Cristina Masella, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità al Politecnico di Milano.- I dieci progetti finalisti rappresentano esempi di best practice nell’uso delle tecnologie digitali nel mondo della sanità, spesso fondati anche sull’utilizzo di Internet, app e social media, ormai sempre più parte della vita quotidiana di medici e pazienti. I vantaggi delle tecnologie digitali sono evidenti, dal risparmio di tempo e denaro all’aumento della qualità del servizio offerto, a tutto beneficio non solo delle strutture sanitarie, ma anche del paziente, oggi sempre più protagonista in prima persona del processo di cura. L’Osservatorio valorizza con una presentazione pubblica le best practice italiane finaliste in vista della valutazione della giuria che decreterà i vincitori”.

L’azienda di Monza è stata selezionata come caso finalista per “Processi amministrativi e gestionali” per il progetto di ottimizzazione della gestione dell’attività chirurgica nei casi urgenti. La spinta al cambiamento è stato il costante aumento degli interventi in regime di urgenza (+70% dal 2003 al 2015), del tempo di occupazione della sala operatoria d’urgenza (oltre l’80%) e dei rifiuti a causa dell’indisponibilità della sala operatoria d’urgenza alle richieste pervenute da Areu (pari a circa il 30% delle richieste totali). Il progetto, implementato all’ospedale San Gerardo di Monza, centro trauma di alta specializzazione, e avviato nel giugno 2016, ha portato all’introduzione di un sistema informatizzato per la presa in carico del paziente chirurgico urgente che consente la prenotazione e la programmazione automatica e in tempo reale delle attività. La piattaforma web consente l’inserimento del paziente in lista d’attesa e l’assegnazione automatica del codice colore appropriato con un’accurata e trasparente definizione delle priorità e il sequenziamento delle attività degli interventi. Il progetto sarà a regime da luglio, ma ha già consentito di ridurre il numero di urgenze sovrapposte (da 30 casi mensili a 12), così come il numero di indisponibilità della sala operatoria d’urgenza alle richieste pervenute da Areu (-20% circa).

La Poliambulanza di Brescia è stata selezionata come finalista per il progetto di automazione del magazzino di Farmacia (Automated Pharmacy Storage System). Avviato nel novembre 2016 ed entrato in attività nel febbraio 2017, il progetto si è fondato su una fase preliminare di mappatura dei processi e analisi dei dati storici delle movimentazioni e delle giacenze in modo da garantire il dimensionamento ideale del sistema, progettato per gestire circa 55 mila confezioni tra farmaci e dispositivi medici e garantire un ritmo di movimentazione di circa 2 mila confezioni al giorno. Ora il sistema si fonda su una zona di carico con nastro trasportatore e lettura ottica che riconosce il prodotto sulla base del corrispondente codice a barre. Il sistema di presa, gestito in wifi, memorizza l’esatta posizione di ogni confezione e opera completamente in automatico, anche nelle ore di chiusura della farmacia. Il magazzino automatizzato è integrato con il sistema informativo gestionale e ha consentito di migliorare tutti i processi connessi alla gestione logistica dei materiali di farmacia, riducendo drasticamente (2.500 ore uomo annue) le attività manuali e minimizzando le possibilità di errore. Il sistema consente di automatizzare la tracciabilità dei farmaci e dei dispositivi medici, a beneficio della sicurezza per il paziente. Il decremento stimato delle scorte è del 5% e la gestione delle scadenze risulta più efficace (-34%).

L’Irccs Ismett di Palermo è finalista per un progetto (avviato a gennaio 2014) per lo sviluppo di un sistema per il calcolo del rapporto infermiere-paziente, che ha migliorato la distribuzione delle assegnazioni del personale infermieristico ai pazienti. Il metodo precedentemente utilizzato per la determinazione del rapporto infermiere-paziente era basato esclusivamente sul criterio del monitoraggio continuo del paziente, ma non era abbastanza affidabile per identificare il livello di complessità di cura e non portava a una corretta distribuzione del carico di lavoro tra gli infermieri. Il nuovo sistema realizzato si basa, invece, su un servizio proattivo che, prima di ogni turno di lavoro, invia a tutti i coordinatori di reparto, ciascuno per la propria unità, una misura quantitativa del livello di assistenza richiesto da ogni paziente ricoverato. Il carico assistenziale è calcolato dal sistema sulla base della valutazione infermieristica dei parametri clinico-assistenziali del paziente, presenti nella cartella clinica elettronica. Il sistema ha permesso di programmare meglio l’allocazione dello staff infermieristico tra i vari reparti, ma anche di ridurre gli eventi avversi (gli errori di somministrazione di farmaci rapportati ai giorni di degenza sono diminuiti da 0,7% nel 2014 a 0,5% nel 2015 fino ad azzerarsi nel 2016). Anche la soddisfazione dei pazienti relativa all’assistenza infermieristica ricevuta è migliorata, passando dal 72% nel 2014 all’83% nel 2015 fino all’88% nel 2016.

Padova è finalista per “Processi clinici e assistenziali” per il progetto “Health Meeting” avviato nel settembre 2015 ed entrato a regime nell’aprile 2016 con l’Istituto Oncologico Veneto. L’obiettivo principale del progetto è quello di realizzare uno strumento informatico di collaborazione e di supporto alla gestione dei meeting multidisciplinari finalizzati alla discussione di casi clinici. La piattaforma permette oggi la definizione del gruppo di lavoro e dei calendari degli incontri, oltre alla gestione dell’intero meeting. I membri del gruppo e i richiedenti esterni possono partecipare in videoconferenza alla discussione e avere traccia dell’avanzamento della discussione. I documenti associati ai casi discussi sono selezionati dal dossier aziendale o caricati direttamente da documentazione esterna così che tutti i membri del gruppo di lavoro possano accedervi contemporaneamente durante la riunione. Nel corso del meeting viene redatto il referto, che è poi firmato digitalmente e ha valenza legale. Per ciascun paziente, durante il meeting, vengono stabilite delle attività previste dai medici e ciascuna attività è assegnata a un responsabile. Attualmente sono operativi dodici gruppi multidisciplinari costituiti complessivamente da circa 200 medici e sono stati discussi più di 1.400 casi clinici. Uno dei vantaggi che consegue dall’utilizzo dello strumento è la capacità di produrre delle decisioni cliniche documentate e di poterle confrontare con le linee guida di ciascuna patologia.

Gli Istituti Clinico Scientifici Maugeri (sede centrale a Pavia) sono finalisti per il progetto con cui hanno aderito, fin dal 2014, al programma europeo “Mosaic” con l’obiettivo di affrontare in modo olistico la gestione dei pazienti con diabete di tipo 2 (DT2), coniugando diversi fattori di esposizione (terapeutici, comportamentali e ambientali) con l’evoluzione della patologia. Il progetto ha anche risposto all’esigenza dell’Istituto di mettere a frutto la mole informativa raccolta durante la pratica clinica per elaborarla ed estrarre informazioni da mettere a disposizione degli attori coinvolti nel processo di cura. In una prima fase sono stati analizzati i fattori di rischio di eventi avversi durante l’evoluzione del DT2, quindi è stata implementata un’infrastruttura tecnologica per il supporto alle decisioni che prevede due casi d’uso: supporto al diabetologo durante le visite ambulatoriali e di follow-up; gestione della coorte di pazienti in cura presso il centro, studiando l’evoluzione del DT2 tramite statistiche e analisi avanzate. Il progetto ha innescato un circolo virtuoso tra le attività amministrative, che alimentano il database con nuove informazioni, e i diabetologi che utilizzano lo strumento come supporto alle attività cliniche. La soluzione è a regime da marzo 2016 e ha consentito di evidenziare differenze significative nella pratica clinica, in termini di un aumento delle raccomandazioni fornite al paziente e della prescrizione di esami strumentali. Analizzando, invece, la coorte di pazienti in cura presso il centro, lo strumento ha permesso di evidenziare un aumento significativo nel numero di pazienti ad alto rischio cardiovascolare (30,8% contro 28,2%).

Modena è finalista nella categoria “Servizi al cittadino” per un progetto avviato dal suo ambulatorio multi-specialistico, la clinica metabolica, dedicato alla cura di pazienti affetti da HIV e co-morbosità HIV correlate. Nel 2016 la clinica metabolica ha avviato uno studio “My Smart Age HIV” con l’obiettivo di descrivere con una misurazione multidimensionale l’invecchiamento dei pazienti con infezione da HIV trattati con farmaci antiretrovirali, promuovendo un “invecchiamento di successo” anche grazie a un loro maggior coinvolgimento nel processo di cura. Il progetto prevede l’utilizzo da parte dei pazienti di un’App dedicata, associata a un dispositivo wearable – un orologio con accelerometro dotato di display su cui vengono visualizzati gli obiettivi quotidiani – per monitorare l’attività fisica, l’alimentazione e la qualità del sonno. Le diverse informazioni confluiscono in una piattaforma informatica che integra i parametri fisiologici e gli indicatori multidimensionali della salute generando un indice di salute. L’obiettivo è che l’utente sia consapevole del proprio benessere confrontandosi mensilmente con un “Coach” che lo supporta nel percorso di empowerment e discute eventuali piani personalizzati di intervento sugli stili di vita. Ad oggi il livello di adesione è soddisfacente soprattutto nella fascia 50-65 anni (accettazione pari al 90%).

L’azienda sanitaria locale di Taranto è finalista per “Sm@rtHealth” avviato nel giugno 2014. L’iniziativa ha previsto la realizzazione di una piattaforma evoluta e multicanale finalizzata ad implementare servizi a supporto della prevenzione oncologica e vaccinale in una zona a forte industrializzazione e con alti tassi di inquinamento. La piattaforma ha permesso di ottimizzare i servizi legati alla comunicazione tra Sanità e cittadino, anche grazie a una completa integrazione con altri sistemi gestionali aziendali. Per ridurre le liste di attesa è stato implementato un sistema di Recall Telefonico Automatico (RTA), mediante telefonata o sms, con cui il paziente può procedere alla prenotazione ed eventualmente allo spostamento della visita, oltre che ricevere un promemoria della visita stessa. Inoltre, tramite app, l’utente ha accesso al quadro completo delle visite effettuate e può procedere al pagamento del ticket, essendo la piattaforma integrata al nodo PagoPA. Nel 2016 il progetto ha coinvolto oltre 266 mila cittadini, permettendo di riassegnare circa 10.400 visite e abbattendo le liste di attesa del 3,89%. Grazie al collegamento al nodo PagoPA, il sistema ha garantito un significativo alleggerimento delle procedure e un’ottimizzazione dei costi dell’Asl.

L’azienda unità locale Serenissima di Venezia è finalista con “MyHospital Serenissima” avviato nel giugno 2016 per orientare meglio gli utenti all’interno della struttura ospedaliera facilitando l’accesso a esami e visite al pronto soccorso. L’iniziativa ha previsto la realizzazione di un’applicazione che guida i cittadini attraverso i reparti, i servizi e i vari ambulatori delle strutture ospedaliere per raggiungere rapidamente i punti di interesse. L’applicazione, che segue la logica dei navigatori satellitari, è accessibile da smartphone e funziona anche senza connessione internet. Lo strumento fornisce anche informazioni che riguardano le sedi dell’azienda sanitaria, gli orari e i servizi offerti. Nel febbraio 2017, l’app è stata attivata all’ospedale dell’Angelo di Mestre: sono stati individuati, per questa struttura, 350 punti di interesse come possibili destinazioni per i pazienti, e sono stati installati 700 sensori per coprire i dieci piani della struttura. Il progetto verrà a breve esteso alla sede ospedaliera di Venezia e, alla luce della nuova realtà aziendale derivante dalla riforma del Ssr del Veneto, è in fase di valutazione l’estensione anche alle sedi ospedaliere di Mirano, Dolo e Chioggia. Inoltre, l’applicazione si inserisce in un progetto più ampio, che in futuro potrebbe costituire una guida anche per utenti affetti da problemi di vista.

San Giovanni Addolorata di Roma è finalista in “Integrazione con il territorio” per un progetto di telemedicina rivolto ai centri del progetto “Dream” in Tanzania, avviato nel 2014 per garantire a popolazioni svantaggiate in zone disagiate teleconsulti multi-specialistici da parte di diversi medici, sia dell’azienda ospedaliera “San Giovanni” sia di altre strutture sul territorio nazionale, per un totale di circa cento specialisti coinvolti. Nelle prime fasi, il progetto ha riguardato la sola cardiologia nei centri di Arusha ed Iringa in Tanzania, mentre attualmente il servizio prevede la copertura di ben diciotto specialità mediche in vari centri sanitari del paese africano: ad oggi il servizio di Telemedicina ha funzione di help desk per 24 centri di Telemedicina diffusi in nove Paesi dell’Africa subsahariana. I medici prestano la loro professionalità rispondendo gratuitamente ai quesiti clinici, fornendo consigli diagnostici e terapeutici. Dopo anni di attività, il progetto è stato potenziato realizzando una piattaforma informatica che ha la possibilità funzionare anche offline. Il servizio permette di gestire le richieste per i teleconsulti e smistarli automaticamente ai medici disponibili in base a specialità medica, triage d’urgenza e idioma richiesto. Per migliorare le strategie di comunicazione viene utilizzato WhatsApp, che ha l’esclusivo scopo di facilitare la comunicazione tra medici, tecnici e centro servizi e non viene usato per trasferire notizie cliniche dei pazienti.

Infine, la Fondazione Gemelli di Roma è finalista per il progetto volto a garantire la continuità assistenziale tra la struttura ospedaliera e le diverse realtà territoriali, abilitando una presa in carico precoce dei soggetti fragili, l’individuazione del percorso o del centro di assistenza post-ospedaliero più appropriato e il coordinamento con i servizi territoriali, come centri riabilitativi o assistenza domiciliare. Il progetto ha portato alla creazione di una rete integrata ospedale-territorio attraverso l’istituzione di una Centrale di Continuità Assistenziale (CCA), l’introduzione della figura del “case manager” e l’informatizzazione degli strumenti di valutazione precoce del paziente. La fragilità del paziente viene intercettata sia in fase di pre-ospedalizzazione che in urgenza (pronto soccorso), grazie alla somministrazione della scheda RAD (Rapporto Accettazione-Dimissione)/SICA (Scheda Infermieristica per la Continuità Assistenziale), che consente di valutare il fabbisogno di assistenza e programmare il percorso di continuità assistenziale più idoneo, e viene compilata dal personale infermieristico tramite uno strumento online integrato con il Sistema Informativo Ospedaliero. Dall’avvio della sperimentazione (2014) a novembre 2016 sono stati seguiti più di 10 mila pazienti, campione costituito in parte (21,3%) da soggetti sotto i 65 anni. Negli anni si è osservato un miglioramento del tempo medio di presa in carico dei pazienti, da 8,5 a 6,2 giorni.