Legali bresciani evitano casa all’asta di coniugi indebitati

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La casa non è un bene qualsiasi e, su questo principio, Lodi fa scuola in Italia. E’ rivoluzionaria la decisione presa il 3 marzo scorso dal giudice, che – a pochi minuti dall’asta – ha sospeso la procedura che avrebbe “gettato in mezzo alla strada” un ex imprenditore della provincia e la moglie, schiacciati dai debiti. Protagonista della vicenda è proprio il 65enne originario del basso lodigiano, che, per il mancato incasso di somme e “oppresso” dal peso degli interessi bancari, nel 2007 è stato costretto a chiudere la propria azienda del settore edile, accumulando un debito molto maggiore dei beni a sua disposizione, compresa la casa.

Ad assisterlo lo studio legale “Pagano & Parners” di Brescia. Proprio l’eccesso di debiti e l’impossibilità dell’imprenditore di far fronte ha determinato la decisione dei giudici di bloccare la messa all’asta dell’abitazione, nel nome del principio che “gettare sul lastrico chi è in difficoltà non aiuta certo a ripagare i creditori”. Gli avvocati Monica Pagano, Danilo Griffo e Matteo Marini, con Laura Girelli, hanno fatto appello alla cosiddetta legge “salva suicidi” che stabilisce che l’esecuzione non possa proseguire se il debitore è sovraindebitato.

“L’ex imprenditore e la moglie – spiega l’avvocato Pagano – si trovano in una situazione economica disastrosa per colpe a loro non imputabili e la perdita della casa di residenza avrebbe rappresentato una violazione dei basilari principi di solidarietà del nostro ordinamento, perché la coppia non ha alcun mezzo per far fronte alla propria sopravvivenza. I giudici hanno compreso queste ragioni e giustamente bloccato l’esecuzione”. “Non vogliamo scappare dai debiti – commentano i coniugi coinvolti – ma se la nostra casa fosse stata venduta all’asta saremmo rimasti senza un tetto sulla testa e di certo non si sarebbe risolto il problema dei debiti. La situazione insomma sarebbe soltanto peggiorata per tutti”.