Imprese, Isa al posto degli studi di settore. Confartigianato esulta

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Non più “spauracchio” per imprese e professionisti, ma sistema che premia i contribuenti per i comportamenti fiscali corretti. Da quest’anno è iniziato il progressivo pensionamento degli attuali studi di settore e il loro superamento con un indice sintetico di affidabilità fiscale del contribuente. Una sorta di “pagella” per professionisti e piccole e medie imprese. È quanto si promette l’Agenzia delle Entrate con l’arrivo degli Isa, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale che dal prossimo anno prenderanno il posto degli studi di settore, fino ad oggi, “assillo per le imprese”.

Un incentivo ad essere in linea non per evitare le sanzioni, ma per ottenere dei vantaggi, a partire dall’esclusione o dalla riduzione dei termini per gli accertamenti. Il nuovo indice, che assumerà valore da 1 a 10, sarà costruito partendo da una serie di indicatori elementari che dovrebbero permettere al singolo contribuente di conoscere il suo posizionamento nei rapporti con il Fisco e potrebbe far indurre l’assunzione di comportamenti maggiormente virtuosi. Ma, per la Confartigianato di Brescia e Lombardia, non è ancora tutto chiaro.

“Di certo, un passaggio importante che si guarda con positività – si legge in una nota dell’associazione – ma anche con molta attenzione. Perché lo strumento che per molti è stato utilizzato per verificare l’attendibilità dei ricavi e compensi dichiarati da imprese e professionisti è destinato a lasciare spazio a un nuovo prodotto finalizzato, esclusivamente, a incrementare il livello dell’adempimento spontaneo”. “Per rendere operativa la riforma degli studi di settore che sta muovendo i primi passi è necessario procedere per fasi successive, ma accelerando i tempi. E senza ulteriori complicazioni – commenta il presidente Eugenio Massetti – Si conosce ancora abbastanza poco e ci auguriamo che si vada incontro a un’autentica riduzione dei dati richiesti alle imprese”.

Intanto l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il software Gerico 2017 per la compilazione degli studi di settore. E’ disponibile anche Parametri 2017. Gerico 2017 tiene conto dei correttivi “crisi” approvati dalla Commissione degli esperti e interessa i 193 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2016. “Di certo questo cambio di rotta è frutto dell’intensa azione di lobby portata avanti da Confartigianato. Tra queste, la cancellazione degli studi di settore e una maggiore compliance con la pubblica amministrazione, per premiare la fedeltà fiscale, ridurre la pressione sugli imprenditori e migliorare la loro capacità produttiva” conclude Massetti.