Pisogne, alpinista Gogna racconta la ristampa di “Cento nuovi mattini”

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Venerdì 7 aprile, a partire dalle 21.00, l’alpinista Alessandro Gogna ci raggiungerà a Storie per raccontarci la ristampa di un cult book assoluto tra i libri di montagna: Cento nuovi mattini.

PRIMA EDIZIONE, 1981
Le fotografie e il testo di questo volume intendono documentare un aspetto non più ignorabile dell’alpinismo di oggi. Le attività si sono diversificate e a fianco dell’alpinismo classico, quello dell’alta quota e delle grandi pareti, si diffonde una nuova forma di movimento, un’arrampicata fine a se stessa, fatta di abbandono creativo alla roccia, al sole, al piacere di ricercare le difficoltà su strutture brevi di bassa quota, accessibili quasi tutto l’anno. Superato il concetto di «palestra» in cui erano state relegate, queste pareti assistono a un rapido perfezionamento della tecnica di arrampicata, che ha valore indipendentemente dal suo trasferimento in alta quota.

I mondi umani e culturali in cui si vivono le due esperienze, quella del «grande alpinismo» e quella dell’arrampicata fine a se stessa, rispondono a motivazioni ineliminabili e differenti, e rischiano troppe volte di essere impermeabili l’uno all’altro: eppure, quando un contatto avviene, si registrano exploit alpinistici fino a pochi anni fa impensabili. Alessandro Gogna ha vissuto lo spirito e la pratica di entrambi questi momenti: «da che mondo è mondo ci sono stati “tempi nuovi” e sempre ci saranno. Per questo il suo documento di cronaca e fotografia può essere intitolato Cento nuovi mattini: perché ci vogliono cento giorni per salire tutto ciò che è esposto qui, ma soprattutto devono essere cento giorni “nuovi”, altrimenti si rischia di ottenere il risultato ma di falsarne lo spirito…». Un libro, dunque, da guardare, leggere e ri-creare, come da ri-creare (non semplicemente da ri-petere) sono gli itinerari che documenta.

EDIZIONE 2016
Da almeno trent’anni da molte parti ci arrivava il suggerimento di riprendere in mano l’ormai esauritissimo Cento nuovi mattini. Questa pubblicazione si era guadagnata i galloni di “libro cult”, chi ne era proprietario di una copia si riteneva fortunato. D’altra parte, i grandi cambiamenti intervenuti nel mondo dell’arrampicata, ma soprattutto sul terreno roccioso o limitrofo, ne sconsigliavano la riedizione aggiornata, dovendo per questa non solo aggiornare in modo esageratamente significativo i contenuti, ma essendo necessario un cambio di filosofia generale tale da stravolgerne il primo significato. Dunque abbiamo optato per una ristampa, in modo da accontentare i molti che la “reclamavano” a gran voce.

Abbiamo corretto qualche piccolo errore della prima edizione ma sostanzialmente, al di là di qualche quasi insignificante cambio d’immagini, i contenuti sono rimasti inalterati al 99,99%. Questa scelta ha necessariamente comportato l’attuale inutilità pratica di questo libro: anzi cogliamo qui l’occasione di avvertire l’acquirente di non considerare mai del tutto corrette le indicazioni relative agli accessi, le relazioni, le considerazioni: tutte ferme e cristallizzate al 1981. Lo preghiamo cioè di non considerare questo libro come una guida: allo stesso modo si può leggere il libro di Horace-Bénédict de Saussure Voyages dans les Alpes senza necessariamente considerare valide le informazioni per l’attuale salita al Monte Bianco.