Asvt-A2a, “grillini” attaccano: “Serve gara pubblica per affidare servizi”

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E’ di nuovo polemica sull’acquisizione della maggioranza delle quote dell’Azienda Servizi Valtrompia per opera di A2a. Soprattutto dopo che la multiutility ha perfezionato l’acquisto e aumentato le quote dal 66% (dove era arrivata) fino all’attuale quasi 75% rilevato dai diciotto Comuni. “Nonostante le sentenze dell’autorità garante per la concorrenza e il mercato e dell’anticorruzione a seguito degli esposti del M5S – si legge in una nota del movimento firmata dai deputati bresciani – in provincia prosegue la cessione del patrimonio pubblico e dei servizi a favore di A2a Spa.

L’autorità per il mercato ha già obbligato A2a a cedere una parte della sua attività per evitare di aumentare la posizione dominante e di influenzare ancora di più le tariffe a proprio vantaggio e a danno degli utenti”. “Ora A2a ci riprova in sordina acquisendo Asvt con la complicità di amministratori (Pd in primis), che si dimostrano ancora una volta deboli e succubi, se non semplicemente ignoranti – aggiunge il deputato Ferdninando Alberti.- Stanno coprendo e agevolando le manovre della multiutility con il beneplacito del governo. I rappresentanti della vecchia politica non hanno il pudore di fare un passo indietro nemmeno davanti all’evidenza.

Questa operazione, come la precedente acquisizione di Lgh, ha il fine di evitare l’ingresso nel mercato di società concorrenti ad A2a concedendole un vantaggio in vista degli affidamenti del servizio idrico in provincia, dove Mottinelli e soci stanno spianando la strada all’ingresso di una società privata nella gestione del servizio idrico”. Secondo gli orientamenti della giurisprudenza amministrativa e comunitaria – continua la nota – i servizi affidati direttamente a enti pubblici devono essere riaffidati con gara pubblica nel momento in cui il controllo diventa privato, come lo è di fatto ora in Asvt. Questo bando non è stato fatto.

“I comuni e la Comunità montana prendano atto al più presto di ciò e rimettano a gara i servizi. I sindaci, anziché lavorare su mandato di A2a, facciano gli interessi della collettività: si riapproprino delle reti e dei servizi e facciano un bando mantenendo la gestione veramente pubblica, in conformità con quanto sancito con referendum del 2011 che afferma che i servizi pubblici essenziali non devono essere oggetto di logiche di profitto e di mercato” commentano i pentastellati. Gli amministratori coinvolti giustificano questa svendita del patrimonio pubblico nascondendosi dietro la mancanza di risorse e buchi finanziari da loro stessi generati.

Per fare cassa i Comuni sono costretti a vendersi pure le mutande, frutto di quindici anni di governo di ‘yes-man’ senza spina dorsale. La soluzione c’è, ma non viene presa in considerazione: i gestori pubblici possono chiedere i finanziamenti europei, ma non lo fanno permettendo che li ottengano i competitor privati. Nei mesi scorsi il M5S ha posto un’interrogazione alla commissione europea e alla Banca Europea degli Investimenti in quanto A2A sarebbe riuscita a ottenere un finanziamento.

Questo finanziamento a una società privata che ora non gestisce il servizio idrico (affidato alla società pubblica “Acque Bresciane”) conferisce un indebito vantaggio competitivo ad A2a che, utilizzando i soldi per scalare la società Asvt, sarà avvantaggiata quando la società “Acque Bresciane” vorrà contrarre un partner privato per la gestione del servizio idrico fino al 2050. “Solo il M5S si sta opponendo a questo scempio. Continueremo a denunciarlo in ogni sede competente al fine di ottenere giustizia per i cittadini truffati – conclude Alberti.- Quando ci saremo venduti tutto, quando tutto sarà di proprietà di multinazionali private, quando la politica sarà dettata da banche ed Hedge Fund, ricordiamogli almeno che qualcuno li aveva messi in guardia”.