Multe per reflui agricoli, polemica Provincia-Regione. Fava: “Delirante e vergognoso”

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E’ polemica tra la Provincia di Brescia e l’assessorato regionale all’Agricoltura guidato da Gianni Fava sui controlli nello smaltimento dei reflui nei campi e terreni agricoli. Palazzo Broletto, infatti, ha deciso di sospendere i controlli eseguiti dalle guardie ecologiche volontarie (Gev) in attesa di verificare le competenze nel dettaglio. Ma la replica dell’assessore Fava non si è fatta attendere ed è arrivata oggi durante una visita, proprio nel bresciano, a Palazzolo, a un’azienda agricola.

“E’ giusto colpire chi delinque e commette reati contro un bene importante come l’ambiente, ma non è giusto che si armino soggetti che in modo vessatorio rendono la vita impossibile a tanti imprenditori onesti che fanno seriamente il proprio mestiere” ha detto Fava rispondendo al consigliere provinciale Diego Peli. “Una sorta di ‘sciopero’ delle sanzioni amministrative elevate contro chi inquinerebbe la falda. Dal canto loro, gli agricoltori bresciani non ci stanno a essere additati come inquinatori di campi. Leggo sulla stampa bresciana il delirante intervento di tal Peli, che attacca la Regione per una presunta cattiva gestione sul tema della vigilanza in materia di problematiche agricole e ambientali.

Lungi da me l’idea di entrare in una competenza che non è del mio assessorato, ma della collega Claudia Terzi – continua Fava – che ha la responsabilità in materia di controlli ambientali, ma una cosa è certa: non avevo mai visto un’istituzione pubblica fomentare, se non addirittura sollecitare un intervento che va contro le prerogative della stessa e nella direzione di violare le norme dello Stato. La provincia di Brescia ha la funzione dei controlli, e a nulla vale questo balletto di natura sindacale per ottenere più risorse al punto di arrivare a minacciarci di smettere di fare i controlli ambientali.

Fermo restando che a svolgere controlli ambientali credo debbano essere soggetti altamente specializzati, e non sempre questo è stato garantito nell’ambito lombardo, e in particolare quello bresciano, prendo atto del fatto che strumentalmente vengono invitati questi soggetti a cessare le attività svolte finora in nome di una crociata che ha un obiettivo sbagliato. Le conseguenze devastanti in tema di controlli da parte delle Province sono frutto della pessima attività del Governo. Il signor Peli se la prenda con il ministro Delrio, che ha combinato questo pasticcio e non con la Regione.

Credo sarebbe molto sconveniente sostenere la teoria del Peli, e cioè che i proventi delle multe finiscano nelle casse di chi ha erogato le sanzioni, perché questo risulterebbe come un meccanismo che incentiva l’attività sanzionatoria a prescindere dal merito. Se ci sono violazioni della legge, si sanzionino i soggetti che l’hanno violato, senza per questo cercare di avere vantaggi di tipo economico. Trovo vergognoso questo atteggiamento, e contrario a qualsiasi forma di etica e buon gusto. Rispedisco al mittente le accuse e aggiungo: contrariamente a quanto detto in giro non sono disponibile a incontrare nessuno di loro nelle prossime settimane, perché non mi compete e non condivido obiettivi e finalità di questa crociata che potrei definire abbastanza sporca”.