Papa a Monza e Milano, da Confartigianato prime quattro case a famiglie povere

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Domani, sabato 25, Papa Francesco farà una visita pastorale a Monza con una messa nel parco della Villa di Monza e poi a Milano. Oggi il presidente della Confartigianato di Brescia e Lombardia Eugenio Massetti ha consegnato simbolicamente le chiavi a Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana. Domani, dal palco di Monza dove Papa Francesco celebrerà la messa, arriveranno direttamente alle prime quattro famiglie destinatarie del progetto. Sono le prime quattro delle 55 case “di Francesco” che entro tre mesi saranno abitate.

Si tratta di un progetto di solidarietà per dare una casa a una cinquantina di famiglie in difficoltà economica. Un regalo che simbolicamente farà domani Papa Francesco. Le abitazioni nel quartiere Niguarda erano inutilizzate e inagibili. Le “case di Francesco”, così come sono state richiamate, sono state volute dalla Curia di Milano attraverso la Caritas Ambrosiana e la Fondazione San Carlo. Si tratta di appartamenti fra i 40 e i 70 metri quadri resi di nuovo abitabili. Un regalo alla città nel nome di Francesco realizzato tramite gli artigiani lombardi e la loro generosità.

“Un dono nel dono. Dall’impianto elettrico, all’impianto idraulico, imbiancatura, rifiniture, tende, praticamente pronti. Una quindicina le imprese del territorio che hanno voluto aderire all’iniziativa offrendo non solo il proprio tempo e il proprio lavoro, ma anche gli arredi necessari: sedie, tavoli, armadi, letti, tende, nonché piccole cucine su misura. Un gesto semplice che ben interpreta lo spirito dei nostri imprenditori”. Così ha commentato Massetti che nei giorni scorsi è stato a Milano con la Confartigianato Lombardia, di Milano, Monza e Brianza e Como per la visita delle case e la consegna simbolica delle chiavi.

“Abbiamo voluto, attraverso il nostro contributo tangibile, dare un segnale dell’importanza che questo avvenimento ha per le nostre imprese – ha proseguito Massetti.- Quando guardiamo a queste persone che oggi stiamo aiutando, dobbiamo renderci conto di quanto siamo ancora fortunati”.