Gavardo, il 30 marzo assemblea dei soci della Valsabbina

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Il comitato dei soci della Banca Valsabbina invita i sostenitori a fare il punto delle iniziative avviate e programmare la partecipazione alla prossima assemblea della banca. L’appuntamento è per giovedì 30 marzo dalle 20,30 all’auditorium di via Quarena a Gavardo. “L’obiettivo è presentare una lista di candidati alternativi alle proposte del consiglio di amministrazione in carica. Con l’approvazione del bilancio 2016, infatti – dice uno dei fondatori del comitato, Giorgio Paris – l’assemblea dovrà procedere alla nomina di tre nuovi consiglieri, in sostituzione di quelli scadenza.

Da anni la banca procede, con una previsione statutaria molto anomala, alla sostituzione solo parziale dei consiglieri riconfermando gli uscenti o decidendo in modo autoreferenziale la loro sostituzione”. Il comitato ritiene opportuno presentare propri candidati per “dare voce a una diversa visione strategica degli sviluppi della banca” e “formulare le proprie proposte nell’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio e rinnovo parziale delle cariche”. Una decisione che fa seguito alle diverse richieste di convocazione di un’assemblea programmatica, “cui il consiglio ha risposto con il silenzio”.

“Il tutto in un contesto in cui per i soci è difficile esercitare i diritti di partecipazione alla vita della banca – sottolinea un altro esponente del comitato, Aurelio Bizioli – perché siamo di fronte a norme statutarie e regolamentari particolarmente restrittive per i soci e ricolme invece di agevolazioni e privilegi per i candidati espressi dal consiglio. Non possiamo di fatto nemmeno disporre dell’elenco completo dei soci, mentre il comitato ha scritto al cda e agli altri organi di controllo e vigilanza della banca chiedendo che vengano eliminati gli ostacoli all’esercizio dei diritti dei soci, che i consiglieri uscenti rinuncino ai privilegi finalizzati a semplificare la loro rielezione e – aspetto significativo e rilevante – che nell’ordine del giorno della prossima assemblea vengano inserite tre punti relativi al futuro: l’analisi della situazione attuale e prospettica della quotazione azionaria, le proposte di modifiche statutarie per rafforzare la partecipazione alla governance societaria e le ipotesi di sviluppo della Banca a fronte dell’evoluzione, sia legislativa che operativa, del settore”.

Su quest’ultimo punto, in particolare, non poche perplessità ha destato nel comitato la notizia di stampa (che trova riscontro nei documenti ufficiali accessibili ai soci) che la Banca Popolare dell’Emilia Romagna – continua la nota del comitato – acquistando a 1 euro la Cassa di risparmio di Ferrara, diventerà il primo azionista di Valsabbina. Infatti, Carife, al termine dello scambio azionario avvenuto nel 2011, detiene circa 550 mila azioni di Valsabbina, pari all’1,44% del capitale sociale. Una quota che per legge non può invece superare l’1% e il cui acquisto, salvo prova contraria, è stato finanziato dalla stessa Valsabbina.